Gli affari delle coop sulla pelle degli orfani

Sono 20mila i bimbi senza famiglia contesi da associazioni non sempre trasparenti che cercano facili guadagni. Perché ogni piccolo «rende» 140mila euro all'anno

Siamo il Paese record per le adozioni a distanza: stacchiamo assegni per i bambini africani e a Natale rispondiamo alle loro letterine. Ma ci dimentichiamo degli orfani di casa nostra. O meglio, ce ne ricordiamo solo quando capiamo che possono rappresentare un business succulento. Attorno alle sofferenze degli oltre 20mila minori soli (dato del 2014) ruota un ingranaggio poco limpido di burocrazia, associazioni e cooperative - nate come funghi negli ultimi tempi - che si accapigliano per poter gestire case-famiglia e comunità. Non sempre per generosità, ma perché, molto più biecamente, il «listino-orfani» rende parecchio, fino a 140mila euro all'anno a minore. Stranieri non accompagnati compresi: usciti dai centri di accoglienza, dove percepiscono una diaria di 45 euro al giorno, anche i figli dei migranti valgono rette pari a quelle dei bambini italiani. Il disordine nel mondo delle comunità per i minori è tanto e la mancanza di una legge nazionale che uniformi le regole

C'è un aspetto che inquieta più di tutti: per le cooperative un bambino adottato significa una retta in meno. Già i tempi per affidi e adozioni sono molto lunghi (le coppie in attesa sono oltre diecimila), se poi a questo si aggiungono la nebulosa dei rimborsi e gli appetiti sulla scia dell'emergenza, allora la matassa diventa ancora più intricata. Intanto i bambini se la cavano da soli: se va bene in comunità dove vengono amati e aiutati a crescere, se va male in luoghi in cui rischiano persino di diventare vittima di abusi sessuali. I più grandicelli hanno anche imparato a non piangere più, tanto nessuno va a consolarli.

LE RETTE

Peggio che al mercato. Il meccanismo dei rimborsi spese alle comunità è opaco. Solo che in ballo non c'è merce da barattare, ma ci sono bambini da crescere. Ogni Comune ha le sue tariffe: un ventaglio molto ampio che va dai 70 ai 400 euro in base all'assistenza. Dove la legge regionale non stabilisce quote minime e massime, regna l'anarchia e c'è spazio per business sospetti che celano, dietro accoglienza ed educazione, molti interessi. Significa che non sempre le rette da hotel a cinque stelle corrispondono a un buon servizio di assistenza. La media nazionale delle quote si aggira attorno ai 120 euro a minore ma ci sono centri che si fanno pagare tre volte tanto. I casi più clamorosi sono quelli di una comunità a Bastia, in provincia di Perugia, che costa 395,20 euro al giorno a bambino, e una di Vazzola, in provincia di Treviso, che per anni ha chiesto 400 euro al giorno per minore (ridotti a 200 dopo la denuncia in Regione). Potenzialmente i casi potrebbero essere molti di più ma le verifiche non sono semplici. Il motivo? Mancano i controlli e ci sono vuoti legislativi tali da trasformare il capitolo tariffe in una giungla.

Il paradosso è che non in tutte le regioni i 400 euro a minore sono un reato, da nessuna parte sta scritto che non si può fare. E allora si fa. Se le comunità prestano assistenza terapeutica, con medici e neuropsichiatri, il rimborso arriva a 300 euro per ospite ma anche in questo caso c'è spazio per qualche trucchetto. Ci sono ex orfanotrofi che fanno passare i (comprensibili) disagi degli adolescenti soli per «disturbi psichiatrici» in modo da renderli più «redditizi». Ma che poi, una volta riempite le tasche, non rispettano nemmeno il minimo sindacale della buona gestione della comunità. Magari lasciando che di notte rimanga un solo educatore ogni dieci ragazzi minorenni. Ovviamente gli appetiti sui rimborsi d'oro dei minori sono aumentati da quando è raddoppiato il numero dei bambini stranieri non accompagnati sbarcati in Italia: nel 2015 erano 12.360, nel 2016 sono saliti a quasi 26mila.

LE COOP DELL'ULTIMA ORA

E il numero delle cooperative è proliferato. Quelle iscritte alla banca dati del ministero dello Sviluppo economico sono ventimila e tra queste, a parte i colossi con curriculum a prova di magistrato, ci sono quelle improvvisate e di dubbia professionalità. Del resto per aprire una coop bastano tre persone e una firma dal notaio e per avviare una comunità per minori sono sufficienti un po' di stanze in affitto e corsi pubblicizzati on line con annunci del tipo: «Vuoi aprire una casa-famiglia? Chiunque può farlo». Per le autorizzazioni non ci sono iter complicati, anzi. Una breve ricerca su Google aiuta a capire come districarsi tra la burocrazia e quali carte compilare per ottenere i finanziamenti del Comune. Tutto in modo trasparente, ma con ampio spazio per i disonesti e con un meccanismo che, a detta di tanti esperti di diritto, si basa troppo sull'autocertificazione. Ogni Regione stabilisce i propri criteri di controllo. Alcune riescono a cadenzare con regolarità le ispezioni, altre non le fanno quasi mai, per mancanza di fondi e personale. Va precisato che, ispettori a parte, entrare per una visita o un controllo nelle comunità e nelle case famiglia non è scontato. Ci entrano solo i responsabili, quelli che ci lavorano (medici, addetti alla mensa e alle pulizie) e, previo avviso, i tutori e gli assistenti sociali. Stop. Quindi non è immediato identificare chi non rispetta le regole o non tratta i ragazzi come dovrebbe. La trasparenza scarseggia anche nella contabilità e spesso le coop non presentano i report semestrali come dovrebbero.

LA RETE LARGA DEI CONTROLLI

«In molti casi - denuncia Cristina Franceschini, avvocato della onlus Finalmente liberi - non esistono rendicontazioni dettagliate delle spese sostenute. Cooperative e onlus presentano bilanci stringati, senza entrare nel dettaglio, né i Comuni chiedono informazioni in più». Tanto che ci sono stati casi in cui alcuni Comuni hanno pagato il rimborso anche per i giorni in cui il minore non era in comunità ma era tornato a casa dai genitori. L'ex ministro per la Famiglia e neuropsichiatra infantile Antonio Guidi avanza una proposta per uscire dalla trappola delle quote. «Le strutture non devono più essere pagate in base al numero dei bambini che ospitano - sostiene -. L'errore sta nella logica delle quote. Piuttosto si potrebbe pensare a un sistema diverso, in cui sono i Comuni a corrispondere uno stipendio fisso a chi lavora all'interno delle comunità, scardinando ogni interesse legato numero degli ospiti». In alcuni casi i controlli avvengono solo dopo segnalazioni di maltrattamenti alle forze dell'ordine e alla Procura dei minori: a Licata (Agrigento) i ragazzini con disabilità psichiche sono stati trovati legati con lo scotch, a Foggia due educatrici sono state arrestate per maltrattamenti. E poi c'è lo scandalo di Forteto di Vicchio del Mugello (Firenze), dove la comunità nemmeno chiedeva i rimborsi al Comune ma dove erano quotidiani gli abusi sessuali sui bambini.

INCONTRI A PAGAMENTO

«Ciò che ci dispiace molto - spiega Giovanni Fulvi, presidente del coordinamento nazionale delle comunità per minorenni - è che una comunità che funziona male distrugge tutto il lavoro delle comunità che lavorano bene e che seguono il codice deontologico che ci siamo dati. Chiediamo a gran voce più controlli sulla qualità della vita nelle strutture e sulla gestione dei soldi pubblici».

Il problema è che non esistono regole uguali per tutte stabilite a livello nazionale, né c'è una banca dati comune. O meglio, quella prevista dalla legge 149 del 2001 non è ancora operativa. Per capire la confusione che regna nell'ambito dell'accoglienza dei minori, basti pensare che non tutte le regioni usano le stesse parole per definire le strutture per l'infanzia, ma «ognuna ha le sue denominazioni e questo complica le cose» sostiene Fulvi, a conferma che il percorso verso la trasparenza è davvero lungo. Il vuoto normativo riguarda anche gli incarichi. La onlus Finalmente Liberi lo scorso anno ha «scovato» 211 giudici onorari minorili che sono stati a lungo anche azionisti, dipendenti o soci delle case famiglia. E sebbene ora sia stata riconosciuta l'incompatibilità dei loro ruoli, non tutti hanno sanato la loro posizione. Tanti bambini accolti in comunità, una famiglia ce l'hanno. Però sono stati allontanati perché il clima a casa è stato ritenuto pericoloso e malsano. Ai genitori e ai parenti tuttavia sono consentite le visite e sono i giudici a stabilirle durante le sentenze di allontanamento. Tuttavia è meglio che gli incontri non avvengano né nella casa d'origine né all'interno della comunità. Si scelgono degli spazi neutri, spesso molto lontani da casa, anch'essi gestiti dalle associazioni o dalle cooperative. Ed ecco che pure quei momenti così intimi, sospesi nel vuoto, sofferti, agognati, diventano un'ennesima occasione di guadagno. In un centro a Roma un'ora di incontro figlio-mamma costa 45 euro. A Brescia una zia ha denunciato che per vedere la nipotina doveva sborsare ogni volta 70 euro. Calcolando che spesso i bambini vengono allontanati dalle famiglie povere, il metodo suona come una cattiveria ulteriore. Anche se, è comprensibile, le cooperative devono pagare lo spazio degli incontri, le bollette e il personale. Se i genitori non possono sostenere la spesa, allora provvedono i Comuni ma gli incontri diventano molto meno frequenti e non viene rispettata la disposizione dei giudici.

Commenti
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mortimermouse

Mer, 28/06/2017 - 08:27

e il governo (di sinistra!!!) che fa? se ne sta zitta! se ne guarda bene dal dichiararle fuorilegge! ah però! se erano società di destra....subito a polemizzare, loro, la sinistra!!!! IPOCRITI!!!! adesso però il vento è cambiato e cambierà ancora alle elezioni politiche! poi ci penseremo noi!

lavieenrose

Mer, 28/06/2017 - 08:38

non riesco neppure a commentare tanto è lo schifo che provo a leggere questo articolo.

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Leonida55

Mer, 28/06/2017 - 08:46

Questa è la loro falsa solidarietà. Se pagano gli altri, invitano tutti, dovessero pagare loro, alrto che ...scozzesi.

giovanni PERINCIOLO

Mer, 28/06/2017 - 08:46

..."Già i tempi per affidi e adozioni sono molto lunghi (le coppie in attesa sono oltre diecimila)"!.... Sembrerebbe che le uniche "coppie" che ottengono affidi rapidissimi siano le coppie gay..... Qualcuno sa spiegare perché?? forse che le coppie etero sono inaffidabili o non sufficientemente politicamente corrette ????

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saròfranco

Mer, 28/06/2017 - 08:47

"Gestire" gli ignudi!

Massimo Bocci

Mer, 28/06/2017 - 08:50

L'evoluzione della specie??? Dei LADRI, coop, tornasse in auge darvinismo, invece che lo schiavismo intensivo Meticcio (già post industriale) di come ti produco umanoidi per distruggere la civiltà Occidentale e l'Occideinte tutto, come oggi sarebbero loro al centro degli studi di come si producono fecce umanoidi,con falsificazione ma soprattutto tanto e tanto regime Corruttivo e LADRO PD!!!

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Roberto_70

Mer, 28/06/2017 - 08:51

Come in ogni cosa, dove ci sono numeri ci sono soldi e quindi "malaffare", almeno in Italia. Adottare un bambino è un'odissea, per questo la gente poi rivolge altrove il proprio interesse. Più facile legiferare sull'inseminazione eterologa, sulle adozioni gay che rappresentano uno zero virgola, che normalizzare un settore che perlomeno darebbe una famiglia a tanti bambini.

giovanni PERINCIOLO

Mer, 28/06/2017 - 08:51

A quando l'abolizione sic et sempliciter delle coop?? A parte l'arricchimento facile delle stesse e di chi le gestisce qualcuno saprebbe indicarmi al giorno d'oggi la loro utilità e giustificazione del trattamento fiscale che ricevono dallo stato che si direbbe diventato connivente e ladro??

KAVA

Mer, 28/06/2017 - 08:51

Qualcosa di verosimile lo si legge nell'articolo. Ma 140mila euro l'anno a minore, quando la media è 500/600 € mese, se i soldi arrivano, è una presa in giro per i lettori.

Giorgio5819

Mer, 28/06/2017 - 08:59

Le coop sono, da sempre, un grumo di schifosi sfruttatori delle debolezze altrui. Basta dire che sono gestite da malati di ideologie comuniste fallite da decenni. Ba certi soggetti inutile aspettarsi altro, vanno chiuse TUTTE e dichiarate illegali.

honhil

Mer, 28/06/2017 - 09:04

Si chiama traffico di esseri umani, i soli a non capirlo, a parte le coop rosse bianche e di colore cirricaca che su questa obbrobriosa attività ci spillano soldi a palate, sono, primi nella la lunga schiera di complicità, Mattarella e Francesco.

Fjr

Mer, 28/06/2017 - 09:30

Falcone parlava del cambiamento della mafia, quella dei colletti bianchi ,ma dopo aver letto l'articolo ti viene da pensare che da bianco sia diventato di un'altro colore,Buzzi lo diceva che gli immigrati rendevano più della droga,ma a quanto pare a rendere non sono solo gli immigrati

peter46

Mer, 28/06/2017 - 09:34

Massimo Bocci...solo corruttivo pd,vero?-giovanni Perinciolo... appena arriverà un governo di 'dignitosi' che vorrà prendersi a cuore,non l'arricchimento bipartizan delle coop rosse e bianche(e forse in questo caso,come in tema migranti,molto più 'ingorde'... le bianche)ma la 'codificazione' delle regole che renda operativa quella legge 149 del 2001(ca...volo,più 'imboccati' di così la gent.Maria Sorbi non avrebbe proprio potuto)che nei 7anni su 10 di suo governo dopo l'emanazione della legge,il cdx berlusconian-leghista non ha trovato 'qualche ora' per renderla...operativa. Che non sia stato il business 'biancazzurro',al potere in quegli anni a determinare l'accantonamento'?Certo potevano pensarci anche i sxtri nei 3 anni prodiani,ma...cosa ci si poteva aspettare se erano sxtri?

rossini

Mer, 28/06/2017 - 09:54

Sembrava che i Tribunali dei Minorenni dovessero essere aboliti e sostituiti da sezioni specializzate dei tribunali ordinari. Invece non se n'è fatto niente. Questi Tribunali dei minorenni sono organismi autoreferenziali e chiusi che fanno il bello e il cattivo tempo col massimo arbitrio. Agitano il feticcio dell'interesse del minore e in nome di questo commettono ogni sorta di prepotenza. Prima si sopprimono e meglio è.

Duka

Mer, 28/06/2017 - 10:02

COOP E BANCHE ROSSE SONO LA VERA SCIAGURA DELL'ITALIA.

giovanni PERINCIOLO

Mer, 28/06/2017 - 10:05

peter46. Invece di tante fregnacce perché non spieghi per esteso quanto ci sia oggi nelle coop delle ragioni ideali, sociali e umanitarie che giustificarono all'origine il trattamento che fu loro consentito??? Che poi le coop bianche siano, secondo quanto affermi, più ingorde di quelle rosse non cambiua nulla e io ho parlato di coop senza specifiuca

giovanni PERINCIOLO

Mer, 28/06/2017 - 10:07

peter46. Invece di tante fregnacce perché non spieghi per esteso quanto ci sia oggi nelle coop delle ragioni ideali, sociali e umanitarie che giustificarono all'origine il trattamento che fu loro consentito??? Che poi le coop bianche siano, secondo quanto affermi, più ingorde di quelle rosse non cambia nulla e io ho parlato di coop senza specificare alcun colore perché il marcio non ha colori e va solo eliminato. Punto!

senzasperanza

Mer, 28/06/2017 - 10:52

scusate come si apre una coop.(magari anche due). in merito all'articolo su prodi..(prodi stai tranquillo il prossimo press della repubblica sarai tu)hahaha .

effecal

Mer, 28/06/2017 - 11:15

grandi sinistri radical chic €€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€ affari ,affari su tutto e prova a levargli l'osso dalla bocca

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mer, 28/06/2017 - 11:24

Il capo di questo pelosamente caritatevole giro d'affari va in giro vestito di bianco. Ed abita al riparo di mura il cui spessore eguaglia quello della grande muraglia cinese. Laudetur Iesus Christus!

SAMING

Mer, 28/06/2017 - 12:33

Come volevasi dimostrare.

il sorpasso

Mer, 28/06/2017 - 13:36

Questo Governo non è ora che fermi i strani affari delle Coop?

peter46

Mer, 28/06/2017 - 13:54

Memphis 35...certo,certo...sempre sia lodato.Però...perchè,non potendo iniziare dall'alto(troppo basso per arrivarci) stavolta, Maroni non inizia dal basso 'a ramazzare' i 'caporali' dell'uomo Vestito di Bianco?Perchè forse 'toglierebbe l'ossigeno' alla sua giunta in Lombardia?A già...in Lombardia sono stati 'modellati' ad immagine e 'comportamento' dei Don Verzè,non dell'Uomo 'Vestito di Bianco'...che è venuto 'da fuori',anche.NB:Meno male,comunque ... fino a poco tempo fa la lagna era "dalle 'camicie nere' siam passati ai 'càmici neri'"...e proprio dunque il caso di consegnare le 'camicie' alla storia adottando un altro colore per i 'camici' che ancora resistono,anzi comandano... il bianco.NB:Come lei sa... col 'vestito di Bianco' non siamo parenti,ma....

peter46

Mer, 28/06/2017 - 15:02

Perinciolo...(2°invio)e glielo devo spiegare io,forse?Mi ha mai visto...correre attaccato ad un loro carro,umanitario,sociale, ideale,intrallazzevole perchè no,o meno?Si parlava di un problema che il cdx,sull'onda delle adozioni,allora ucraine o brasiliane,a 20-30.000 euro a botta+ spese 'accessorie' ad 'adozione',spesso andate male,voleva risolvere,e come 'imboccato x 'imboccabili', senza ripetermi,in quest'articolo.Ed è stato fatto decreto da BerlusconiIII...passa 1 mese,1 anno,4 anni-arriva prodi 2 (aspettavamo i sxtri a risolverlo?Non li conoscevamo,forse?)arriva berlusconiIV,ripassa 1mese,1anno,3anni...dove sono i decreti attuativi per far operare sta legge?Lei,ma non solo,non vuol comprendere quel che c'è innanzitutto da comprendere:'il pulpito'...il 'pulpito' da cui 'lagnarsi.Non ha alcun diritto,non avete alcun diritto se dopo 16 anni,con in maggioranza con la vs partecipazione ai governi,il 'problema' persiste...si è anzi ingigantito.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 28/06/2017 - 15:44

@Peter46 - ancora qui? Ma vattene

AndreaT50

Mer, 28/06/2017 - 16:11

Bisognerebbe chiuderle tutte e poi riaprirle con trasparenza ma la domanda é la solita: chi controlla?

peter46

Mer, 28/06/2017 - 18:29

Leonida5--anche un simpatico 'cugghiù' come te,ancora quà?Non andartene però:quanto mancherebbero a tutti le solite str...... che scrivi tutti i giorni.Ma non vai in ferie?

tosco1

Mer, 28/06/2017 - 18:41

A nessuno viene il dubbio se siano o non siano le Coop ad indirizzare la politica italiana.? Ovviamente quella di sinistra.