Alla fine, il tentativo di superare le barriere di Ceuta a ferragosto c’è stato, ma non nelle modalità e con i numeri ipotizzati. Questa mattina, infatti, un gruppo di alcune centinaia di migranti subsahariani, ha provato a entrare nell’exclave spagnola in Marocco ma è stato bloccato dalle guardie marocchine. Pare che i subsahariani, irregolari anche in Marocco, si siano nascosti nei boschi tra Ceuta e Fnideq per giorni, per provare a entrare nel territorio spagnolo attraverso le zone boschive, che in queste settimane sono state definite più facili da penetrare, perché meno sorvegliate.
Ma in questi giorni Spagna e Marocco hanno rafforzato le proprie difese e anche le aree che inizialmente sembravano meno coperte hanno avuto gli uomini di supporto. Gli agenti marocchini hanno quindi dichiarato di aver disperso i migranti, che restano nella zona. Le autorità spagnole hanno rafforzato la sicurezza a Melilla, per i timori che la pressione migratoria possa spostarsi verso la seconda enclave iberica dopo Ceuta.L’emittente LaSexta, citando informazioni de El Confidencial, ha riferito che le forze di sicurezza spagnole hanno rilevato movimenti di migranti verso Beni Enzar, il principale valico di frontiera terrestre tra Melilla e il Marocco.
L’elemento notevole, che andrà approfondito, è la prevalenza di migranti subsahariani e non marocchini, ossia quei gruppi che fanno parte delle sacche di illegali che dal Sahara meridionale si spostano verso la costa Nordafricana per tentare di raggiungere l’Europa. Sono i principali obiettivi dei trafficanti di esseri umani, delle organizzazioni criminali che si fanno pagare fior di soldi garantendo loro uno sbarco sicuro che, nella maggior parte dei casi, non esiste. Come nel caso di Ceuta e come nel caso di tutti quelli che si imbarcano sulle carrette del mare rischiando la vita. È contro di loro che l’Unione europea ha annunciato una battaglia senza quartiere per abbattere il numero degli arrivi.
