"Amanda l’unica a non piangere per Mez"

Il fidanzato di Meredith: "Continuavo a pensare a quanto lei fosse
fredda e calma. Così iniziai a chiedermi se potesse essere coinvolta&quot;. Marijuana in giardino: <strong><a href="/a.pic1?ID=221567">forse è stata uccisa perché l'aveva scoperta</a></strong>

Caterina Proietti

Perugia - «Amanda era fredda e tranquilla, era l’unica a non aver pianto». Parla per la prima volta Giacomo Silenzi, il fidanzato di Mez. Rompe la riservatezza tenuta finora e racconta i terribili giorni all'indomani dell'inspiegabile uccisione di Meredith Kercher. Il dolore sembrava aver travolto tutti, ma non la sua coinquilina rimasta, secondo i racconti dello studente italiano, indifferente. «Eravamo nella sala d’attesa della questura, gli amici inglesi di Meredith erano devastati - dice ai tabloid britannici -. Io ero sconvolto, ma Amanda si comportava come se non fosse successo niente, nei suoi occhi non c’era emozione».

La storia di Giacomo e Mez era nata come tante ne nascono quando si hanno poco più di vent’anni. La musica, i sogni, la voglia di conoscersi e di condividere l'amore, tutte emozioni stroncate all'improvviso. «Il mio stomaco si è chiuso, non riuscivo a crederci», dice ricordando il giorno in cui ha appreso della tragedia. Giacomo era a casa sua, nelle Marche, per trascorrere il fine settimana con i genitori. «Avevo parlato con lei due giorni prima e mi aveva mandato un messaggio scrivendo che non vedeva l’ora di rivedermi. Mi aveva lasciato con queste parole: “vai, io ti aspetto qui”».

Un nodo in gola non lo fa respirare, sta tornando a Perugia in treno quando riceve la telefonata che gli annuncia la peggiore delle notizie. Dall’altra parte del telefono c’è Filomena Romanelli, coinquilina di Meredith e sua amica. «Appena sono sceso dal treno la polizia mi ha preso e mi ha portato in questura. Lì c’era anche Amanda - racconta al Daily Mail -. Mi abbracciò e mi disse che era dispiaciuta per quanto accaduto, poi mi presentò il suo fidanzato (Raffaele Sollecito, ndr). I suoi occhi però non mostravano alcun segno di tristezza e ricordo che mi domandai se potesse essere coinvolta nell’omicidio. Sapevo che loro due non andavano d’accordo, ma non pensavo assolutamente che sarebbe potuta finire così».
Annodando i fili della memoria Giacomo, studente di Porto San Giorgio, Marche, al secondo anno del corso di laurea in Comunicazione internazionale, ricorda Mez come «una ragazza bella e innocente che non si sarebbe mai e poi mai fatta coinvolgere in orge o giochi di sesso. Anche quando dormivamo insieme facevamo l’amore in modo molto normale - scrive il Sunday Mirror -. Era la tipica ragazza della porta accanto. Abbiamo iniziato a frequentarci come vicini di casa - ricorda -, prendevamo il caffè insieme, ci prestavamo i cd, ascoltavamo la musica. Era davvero una bella persona».

«Il primo bacio c’è stato alla fine di ottobre a una festa al Red Zone. Quella sera stranamente c’era anche Amanda, non usciva mai con Meredith, erano totalmente opposte di carattere e lei preferiva la compagnia delle sue amiche inglesi. Mez era calma, dolce e timida. Amanda era estroversa, flirtava con gli uomini e amava stare al centro dell'attenzione. Sembrava una ragazza normale in apparenza, ma sotto sotto era abbastanza burbera nei modi». La dolcezza di Meredith aveva colpito subito Giacomo, tanto che proprio a lei, aveva lasciato le chiavi del suo appartamento per le festività del primo novembre. «Mez si era offerta di annaffiare le piante e di dare da mangiare ai due gatti». Oggi, a distanza di 15 giorni, ancora non si capacita di questa morte orribile: «Se potessi parlare con Amanda le chiederei: perché? Perché è successo questo?».
Mez non c'è più, restano solo i ricordi. «Per il mio compleanno mi aveva regalato una bottiglia di rum, la maggior parte l'abbiamo bevuta a una festa, ma ora quel poco che è rimasto lo lascio lì per sempre».