China International Import Expo, la straordinaria potenzialità del mercato cinese

Il 5 novembre è stata inaugurata a Shanghai la seconda edizione della China International Import Expo (CIIE).

Il tema dell’attuale edizione verterà attorno al titolo di "Nuova era, condivisione del futuro", e vedrà la partecipazione di oltre 3mila imprese provenienti da più di 150 nazioni. Oltre un terzo parteciperà a questo evento per la prima volta in assoluto. I primi dieci Paesi e regioni nell'area espositiva imprenditoriale e commerciale sono Stati Uniti, Giappone, Germania, Hong Kong della Cina, Corea, Italia, Francia, Australia, Svizzera e Regno Unito. Gli acquirenti – di cui oltre 7000 provenienti dall’estero – copriranno tutti i settori.

Alla cerimonia di apertura hanno partecipato il presidente francese, Emmanuel Macron, il ministro degli esteri italiano, Luigi Di Maio, ed altri personaggi politici, insieme al direttore generale del WTO.

Nel contesto dell’attuale pressione al ribasso dell’economia mondiale, il desiderio di tutti i paesi del mondo è aprire il mercato cinese e cogliere le migliori opportunità, tra cui sviluppare "treni ad alta velocità", settore nella quale la Cina è in crescita.

Un'edizione da record

La China International Import Expo è la prima expo a livello nazionale dal tema dell’importazione, ma è anche un’importante iniziativa per aprire il mercato cinese al mondo. Le entrate della prima Expo, tenuta lo scorso anno, hanno raggiunto i 57,83 miliardi di dollari: un risultato fruttuoso.

Nell’ultimo anno molti prodotti internazionali di alta qualità hanno fatto il loro ingresso in Cina e sono rapidamente diventati popolari sul mercato. Ad esempio, nel Paese è stata approvata la vendita del più piccolo pacemaker al mondo, molti negozi vendono gli occhiali pieghevoli riducibili fino a 9 mm e la nuova generazione del coltello gamma della Svizzera è già stato impiegata per oltre 200 pazienti cinesi.

Tutto questo offre agli investitori stranieri una precisa percezione: fintanto che prodotti e servizi di alta qualità possono essere lanciati, l’enorme potenziale del mercato cinese rimane inimmaginabile. Soprattutto nel contesto dell’attuale ascesa del protezionismo e unilateralismo e del rallentamento di commercio e investimenti globali, una mercato cinese perennemente aperto è per loro un’ opportunità imperdibile.

Complessivamente, il numero di compagnie e il numero di esibizioni della Expo di quest’anno è di molto superiore a quello della scorsa edizione. Anche il numero di stand dell’area si è “allargato”, tanto che rimane “difficile trovarne uno libero”. Inoltre la popolarità dell’Expo appare evidente; sono presenti oltre 250 tra le 500 compagnie top del mondo e le compagnie dirigenti nei vari settori, i prodotti più innovativi e nuove tecnologie, che contribuiranno a realizzare la “prima esposizione in Cina del primo lancio dei prodotti mondiali”, migliorando ulteriormente la qualità della Expo.

La Expo illuminerà la scena anche nei dettagli. Ad esempio, è previsto che il presidente francese Macron e altri leader partecipino alla cerimonia d’apertura, a sottolineare l’importanza dei politici internazionali per il mercato cinese. Inoltre, il numero delle imprese statunitensi partecipanti alla Expo di quest’anno è superiore del 20% rispetto all’anno scorso, e l’area espositiva delle aziende del paese si piazza al primo posto. Parteciperanno poi oltre 200 compagnie di Hong Kong, in aumento del 40 % rispetto alla scorsa edizione, con un’area espositiva che si piazza al quarto posto. Ciò dimostra pienamente che, per quanto rumoroso possa essere l’ambiente esterno, l’economia mondiale è sempre strettamente collegata al mercato cinese.

Alla cerimonia di apertura, il presidente cinese Xi Jinping ha tenuto un discorso intitolato "Apertura e cooperazione, destino e condivisione", nel quale ha affermato che la Cina costruirà attivamente un mercato interno più dinamico, ridurrà ulteriormente le tariffe e i costi istituzionali, creerà una serie di zone pilota per le importazioni per promuovere l'innovazione ed espanderà le importazioni di prodotti e servizi di alta qualità da vari Paesi. La Cina promuoverà inoltre lo sviluppo coordinato di importazioni ed esportazioni, di scambi di merci e servizi, di commercio bilaterale e investimenti bidirezionali, e di commercio e industria.

Il capo dello stato cinese ha anche annunciato cinque misure della Cina volte a promuovere un’apertura verso l’estero di livello ancora maggiore, vale a dire: continuare ad ampliare l’apertura del mercato, migliorare il modello di apertura, ottimizzare l’ambiente commerciale, approfondire la cooperazione multilaterale e bilaterale e promuovere la costruzione congiunta della "Belt and Road". Finora la Cina ha firmato 197 documenti di cooperazione sulla costruzione dell’iniziativa BRI con 137 Paesi e 30 organizzazioni internazionali.

Xi Jinping ha aggiunto che la Cina allargherà le sue braccia per offrire ai vari Paesi sempre più opportunità in termini di mercato, investimenti e crescita, al fine di realizzare uno sviluppo comune.

Lunedì 4 novembre il consigliere di Stato e ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha tenuto a Shanghai un colloquio con il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, presente alla seconda edizione della China International Import Expo. Per l’occasione, il capo della diplomazia cinese ha affermato che l’Italia è uno dei Paesi ospite d’onore dell’attuale expo, ed ha espresso la convinzione che la sua partecipazione favorirà l’export in Cina dei migliori prodotti italiani, spingendo l’ulteriore sviluppo delle relazioni economico-commerciali tra i due Paesi.

Il ministro cinese ha apprezzato la lungimiranza strategica a lungo termine della controparte italiana nei confronti dello sviluppo dei rapporti con la Cina, e affermato che intende approfondire e concretizzare a lungo termine insieme all'Italia la cooperazione sulla costruzione della "Belt and Road Initiative". Entrambi i Paesi, quindi, dovranno promuovere con impegno gli scambi people to people, portando avanti congiuntamente l’"Anno della Cultura e del Turismo Cina-Italia" previsto per il 2020.

Dal canto suo Di Maio ha affermato che l’Italia intende fornire un ambiente aperto, giusto e non discriminatorio per gli investimenti e la cooperazione delle aziende cinesi in Europa, continuando a svolgere un ruolo positivo per promuovere il sano sviluppo delle relazioni Ue-Cina.