Coppia diabolica pronta a tutto in nome dei soldi

da Como

Una prima vita da imprenditore serio e lavoratore. Poi il divorzio e l’incontro fatale, nel 1990 a un corso di training autogeno, con la bella e spregiudicata Aurora Pereira Vaz. E qui per Danilo Chemello da Sendrigo (Vicenza), 61 anni, comincia una seconda vita che è l’esatto opposto della prima. Lo sperpero invece dell’accumulo di denaro, la tumultuosa vita all’estero anziché l’ordinata routine della provincia, gli espedienti anziché il duro lavoro.
Espedienti come il tentativo di estorcere denaro ai genitori della piccola Maddie McCann che i due avrebbero tentato. Il mondo stava in pena per la bimba, loro ci hanno visto un affare. Perché Danilo Chemello e la sua innamorata Aurora Pereira Vaz sono fatti così. La bella portoghese è una classica donna fatale che si presenta con un biglietto da visita fasullo, «prima figlia del console portoghese in Italia» e un gran fascino.
Danilo per lei vende l’attività, a Sendrigo era considerato il «re della ghiaia», ricavando 50 miliardi di lire. Ma con lo stile di vita che i due conducono il denaro finisce. E l’amore non basta per tirare avanti a quel modo, servono i soldi, tanti soldi. Ed Enzo Alberto Tana, ex marito della Vaz Pereira e già numero uno degli agenti di cambio italiani, per loro è una cassaforte dalla quale attingere. Con l’aiuto di un detective privato padovano, Cosmo Silvestri, e anche quello di un carabiniere vicentino corrotto, Maurizio Romano, decidono di piazzare della coca nell’auto del professionista per incastrarlo. In questo modo - medita la coppia diabolica - Tana verrebbe screditato e i giudici affiderebbero la figlia, che all’epoca aveva 13 anni, alla madre, garantendole un ricco assegno di mantenimento. Il piano, però, non funziona. I carabinieri di Fino Mornasco, in provincia di Como, ricevono una soffiata e smascherano il collega corrotto arrestandolo in flagranza di reato. Siamo nel 2001 e Chemello rimedia una condanna a cinque anni così come la sua compagna. La Vaz finisce pure sotto accusa per avere tentato di gambizzare l’ex marito in una Canottieri di Trastevere. Condannata in primo grado, assolta in appello. Ma sempre alle prese con la bella vita insieme a Chemello, da latitanti in Francia.
A far crollare il loro mondo è la prima figlia della Pereira Vaz. Nel 2003 denuncia sua madre e il suo compagno. La polizia francese fa irruzione nella loro villa in Costa azzurra e scopre che quello che dice quella ragazza di vent’anni è vero. La sua sorellina (stessa madre, ma il padre stavolta è Chemello) è rinchiusa in una stanza buia e vive di stenti. Ha solo cinque anni ma i genitori la sottopongono a ogni genere di maltrattamento. Legata con nastro adesivo, viene tenuta a digiuno. Le fanno ingoiare solo liquidi. I due vengono condannati a un anno e mezzo. Ma ancora non ne hanno abbastanza. E quando vedono la foto di quella ragazzina bionda, prendono in mano il telefono e chiamano i suoi genitori: «Pronto? Abbiamo informazioni su Maddie».