Genova, nel lager dei pitbull segregati e torturati

Gli investigatori hanno scoperto che uno dei cani era tenuto sempre segregato per aumentarne l'aggressività

Organizzavano combattimenti tra cani: per questo la polizia di Genova e Imperia ha denunciato cinque, quattro uomini e una donna. Tra questi c'è un imprenditore genovese di 33 anni. L'indagine è partita da una confidenza sull'imprenditore, proprietario di tre pitbull: si diceva che potesse allenarli per farli combattere. Gli investigatori hanno scoperto che uno di questi era tenuto sempre segregato per aumentarne l'aggressività. Gli agenti sabato scorso hanno seguito l'imprenditore che si è recato in una villa in provincia di Pavia dove ha incontrato altre 4 persone con i loro cani. I poliziotti hanno fatto irruzione, i cinque hanno abbandonato i cani tentando la fuga, ma sono stati bloccati ed è stato individuato un vero e proprio allevamento abusivo, con circa 40 cani pitbull, dogo argentino e American Staffordshire Terrier, quasi tutti privi di micro-chip. Le perquisizioni nelle abitazioni dei denunciati hanno fatto scoprire anche altri cani e numerosi medicinali anche dopanti.

"Abbiamo interrotto un turpe circo di combattimenti tra cani, con animali utilizzati come oggetti, con tanto di periodiche analisi del sangue, alimentazione controllata, allenamento costante che sfociava anche in maltrattamenti". Così Annino Gargano, dirigente della squadra mobile di Genova, descrivendo l'operazione congiunta tra squadra mobile genovese e quella di Imperia che ha permesso di scoprire un giro di combattimenti tra cani che avvenivano a Pavia, nel comune di Rea. Quaranta i cani di varie razze trovati privi di microchip provenienti molto probabilmente dall'Est Europa: pitbull, american staffordshire terrier, dogo argentino. Tra gli indagati, anche una donna, una casalinga incensurata, moglie del pregiudicato titolare del centro sportivo.

Nel circolo e nelle abitazioni degli indagati, trovati alcuni strumenti per allenare gli animali: una forca per allargare e addestrare la mascella e due tapis roulant dove il cane veniva costretto a correre. L'indagine, filone di un'altra inchiesta condotta dalla squadra mobile di Imperia, va avanti per verificare l'esistenza di un giro di scommesse clandestine, divulgazione on line filmati dei combattimenti e coinvolgimento della criminalità organizzata. Gli indagati sono stati bloccati sabato scorso, colti in flagranza di reato e, di fronte agli agenti, hanno tentato la fuga. Sono stati bloccati nei campi adiacenti al manufatto dove avvenivano i combattimenti. Nelle perquisizioni trovati anche diversi documenti e passaporti per gli animali, provenienti dall'Europa dell'Est.