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Guerra

Esplosioni nella notte a Kiev. E l’Ucraina risponde con 600 droni contro Mosca: tre feriti

La guerra in Ucraina alza ancora una volta il livello dello scontro. Caccia spagnolo abbatte un drone nello spazio aereo romeno

Ucraina - Attacco russo su Kiev
Firefighters put out a fire after Russian missiles hit a warehouse in Kyiv, Ukraine, Wednesday, Aug. 5, 2026. (AP Photo/Dan Bashakov)

La guerra in Ucraina alza ancora una volta il livello dello scontro e, con i droni e i missili, allarga il fronte ben oltre le linee del campo di battaglia. Nella notte tra sabato e domenica Mosca è stata presa di mira da un massiccio attacco ucraino, mentre un raid russo ha colpito Kryvyi Rih, la città natale di Volodymyr Zelensky, provocando una vittima e sei feriti. E nella stessa notte un drone entrato nello spazio aereo della Romania è stato abbattuto da un caccia spagnolo impegnato in una missione Nato. Un susseguirsi di attacchi che fotografa una guerra sempre più combattuta a distanza, ma con il rischio concreto che i suoi effetti finiscano per coinvolgere direttamente anche i Paesi dell’Alleanza Atlantica.

Secondo il sindaco di Mosca Sergej Sobianin, circa 600 droni sono stati individuati mentre si dirigevano verso la capitale russa. Le forze di difesa ne avrebbero abbattuti 201 nell’area immediatamente circostante la città. L’attacco ha provocato almeno tre feriti. L’offensiva rappresenta una delle più massicce incursioni ucraine condotte in profondità sul territorio russo e conferma la strategia di Kiev di portare la guerra sempre più vicino al cuore della Russia, colpendo in particolare infrastrutture energetiche, industriali e logistiche.

Poche ore prima, però, la Russia aveva lanciato un nuovo attacco contro l’Ucraina. A Kryvyi Rih, città natale del presidente ucraino Zelensky, un bombardamento combinato con missili balistici e droni ha provocato la morte di una donna e il ferimento di altre sei persone. Secondo le autorità locali, le forze russe hanno colpito due siti industriali, provocando incendi e facendo scattare le operazioni di soccorso. Il capo del consiglio di difesa locale Oleksandr Vilkul ha avvertito la popolazione della possibilità di ulteriori ondate di attacchi.

L’allarme è scattato anche a Kiev, dove poco prima delle 2 di notte le autorità hanno segnalato una minaccia di missili balistici. Nella capitale sono state udite diverse esplosioni e il sindaco Vitali Klitschko ha confermato che la città era sotto attacco. Un incendio è divampato in un edificio non residenziale nel quartiere di Obolonsky. Al momento non risultavano vittime.

E mentre Mosca e Kiev continuano a colpirsi a distanza, il rischio di uno sconfinamento nei cieli della Nato torna a farsi concreto. Un drone, proveniente dalla Moldavia, è entrato nello spazio aereo romeno nei pressi dei confini con Ucraina e Moldavia. Alle 5.01 ora locale è stato intercettato da un F-18 spagnolo impegnato nella missione Nato in Romania e successivamente abbattuto. Alcuni detriti sono caduti in una zona disabitata della regione di Galati, vicino al confine ucraino. Nessuna vittima è stata segnalata, ma l’episodio conferma quanto sia ormai sottile la linea che separa la guerra in Ucraina dalla sicurezza dell’Alleanza Atlantica.

Sul fronte diplomatico e militare, intanto, si rafforza anche il legame tra Mosca e Pyongyang. Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha dichiarato al presidente russo Vladimir Putin di essere «orgoglioso» dei solidi rapporti tra i due Paesi e del loro livello di cooperazione. La Corea del Nord è diventata negli ultimi anni uno dei principali alleati militari della Russia, fornendo uomini, munizioni e sostegno allo sforzo bellico di Mosca. In cambio, secondo analisi internazionali, Pyongyang avrebbe ottenuto benefici economici e accesso a tecnologie militari russe.

In una lettera a Putin, Kim ha parlato della volontà di costruire un futuro ancora più stretto per le relazioni bilaterali e ha espresso la convinzione che la Russia prospererà e difenderà la propria integrità territoriale sotto la guida del presidente russo. Putin, in una precedente comunicazione inviata a Kim in occasione dell’anniversario della liberazione della Corea dal dominio coloniale giapponese, aveva definito i rapporti tra Mosca e Pyongyang una partnership strategica globale senza precedenti.

Il quadro che emerge è quello di un conflitto che continua a espandersi sul piano geografico e tecnologico. Mosca utilizza sempre più frequentemente missili a lungo raggio e droni contro obiettivi ucraini, mentre Kiev risponde con incursioni sempre più profonde nel territorio russo, arrivando a minacciare direttamente la capitale. Nel mezzo, i Paesi Nato dell’Europa orientale devono fare i conti con droni che possono attraversare i confini e con il rischio di incidenti difficili da controllare.

A rendere ancora più pesante la notte di guerra è stato infine l’attentato avvenuto nei giorni scorsi a Sebastopoli, in Crimea, costato la vita a Robert Shageev, 49 anni, ex ufficiale della Marina ucraina passato al servizio di Mosca e ufficiale della Flotta russa del Mar Nero. Secondo la ricostruzione diffusa dalle autorità e dai media russi, una bomba nascosta in un cestino dei rifiuti sarebbe esplosa su una rampa di scale. Per l’omicidio è stata arrestata Margarita Reut, 32 anni, cittadina russa. Le autorità russe sostengono che la donna abbia confessato e che l’attentato sia stato organizzato su mandato dei servizi ucraini. Accuse che, al momento, restano affidate alla ricostruzione russa e non risultano indipendentemente verificate.

Dalle strade di Sebastopoli ai cieli di Mosca, dai bombardamenti su Kryvyi Rih fino allo spazio aereo romeno, la guerra continua dunque a cambiare pelle. I missili colpiscono le città, i droni attraversano centinaia di chilometri e le conseguenze arrivano sempre più vicino ai confini della Nato. Il fronte non è più soltanto una linea sulla carta: è diventato una rete di obiettivi, cieli e infrastrutture che si estende dall’Ucraina alla Russia e sfiora pericolosamente il territorio dell’Alleanza.

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