Corruzione e truffa nel carcere di Bergamo, arrestato ex direttore e altre 5 persone

Le accuse sono quelle di corruzione, peculato e tentata truffa ai danni dello Stato

Nella prima mattinata di oggi, i carabinieri e la guardia di finanza hanno arrestato l'ex direttore del carcere di Bergamo, da poco in pensione, e altre cinque persone, accusate di vari reati, dalla corruzione, al peculato, fino alla truffa ai danni dello Stato.

Nell'aprile del 2017, un noto imprenditore bergamasco Gregorio Cavalleri era stato arrestato, con l'accusa di truffa aggravata, in merito ai lavori di riqualificazione di un tratto dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Il tribunale di Vibo Valentia, che aveva firmato il mandato di cattura, aveva previsto per l'uomo il carcere. Ma l'imprenditore non era mai finito in regime di reclusione, passando un lungo periodo ricoverato presso l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Carabinieri e guardia di finanza avevano iniziato, allora, un'inchiesta congiunta per far luce sui motivi di tale trattamento privilegiato a favore dell'imprenditore. Secondo l'accusa, le certificazioni mediche che attestavano un grave choc emotivo, che non permetteva a Cavalleri di affrontare il carcere, non sono veritiere. Partendo da questo episodio, sono poi emersi altri reati. L'ex direttore del carcere di Bergamo, Antonio Porcino, era riuscito ad ottenere benifici economici, quali riposo dal lavoro, licenza non pagata all'atto del pensionamento e trattamenti privilegiati, grazie a false attestazioni sanitarie. Inoltre l'accusa contesta anche un episodio di corruzione per il contratto di una fornitura esclusiva di alimenti, bevande e tbacchi, ai distributori automatici presenti nel carcere di Monza. L'ex direttore è finito nel mirino degli inquirenti anche perché sembra che il suo appartamento privato sia stato ristrutturato grazie all'aiuto del personale della polizia penitenziaria in servizio e all'uso di materiali di proprietà del dipartimento carcerario.

Sono 27 le persone complessivamente coinvolte nell'inchiesta. I sei principali indagati sono stati arrestati questa mattina e posti i domiciliari: oltre all'ex direttore, sarebbero coinvolti anche il comandante e il commissario della polizia penitenziaria di Bergamo, il dirigente sanitario del carcere e due imprenditori di Urgnano, in provincia di Bergamo.

Commenti

elalca

Lun, 11/06/2018 - 12:15

se è tutto vero questo è proprio un bel personaggio. ed è arrivato da reggio calabria a bergamo a portare il suo onesto e specchiato modo di vivere.

Vigar

Lun, 11/06/2018 - 12:38

Lombroso docet!

Ritratto di giovinap

giovinap

Lun, 11/06/2018 - 13:33

come sono bravi i patani a rivoltare la frittata! un mariuolo del profondo nord che mette su una filiera di arruobbi e c'è qualcuno che dice che è calabrese!

routier

Lun, 11/06/2018 - 13:47

Se è tutto vero, quando era direttore stava già in carcere, solo che aveva sbagliato luogo: era nell'ufficio della direzione anziché in cella!

Ritratto di stufo

stufo

Lun, 11/06/2018 - 14:50

Si chiama Gregorio. Magna Grecia, caro giovinap, ora Magna Italia.

Ritratto di giovinap

giovinap

Lun, 11/06/2018 - 16:17

stufo, ci rifai con la canzoncina stupida? il fulcro del ruba ruba è gregorio cavallero di nazionalità "alta patania" e poi in patania ci sono solo cognomi di provenienza dal sud, esattamente come il tuo cognome!