Al macero la raccomandata. Così sarà più complicato rassegnare le dimissioni

E le chiamano semplificazioni. La verità è che il governo Renzi ha reso difficile anche rassegnare le dimissioni

E le chiamano semplificazioni. La verità è che il governo Renzi ha reso difficile anche rassegnare le dimissioni. Il ministero del Lavoro ha fatto sapere che dal 16 marzo 2016 sarà istituito uno nuovo modulo di dimissioni volontarie, risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e revoca delle dimissioni, da inviarsi esclusivamente in via telematica. Al macero la raccomandata. Per dimettersi si dovrà compilare una sorta di questionario on line.

È uno degli effetti del Jobs Act e la rivoluzione è contemplata in un decreto ministeriale a firma di Giuliano Poletti e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l' 11 gennaio 2016. Viene presentata come una rivoluzione al fine di creare un’unica procedura che elimini qualsiasi altro tipo di comunicazione poco chiara e incompleta e soprattutto allo scopo di contrastare la pratica delle "dimissioni in bianco", attraverso la quale il datore di lavoro fa firmare le dimissioni al lavoratore al momento stesso dell’assunzione, in modo da cambiarne la data qualora si presenti l'esigenza di far lasciare il posto di lavoro.

L'intento potrà essere pure nobile, ma la sua applicazione pare molto macchinosa. Il modulo dimissioni online può essere compilato direttamente dal lavoratore oppure dai soggetti abilitati (CAF, sindacati, patronati, enti bilaterali, etc etc). Prima della compilazione del modulo bisognerà svolgere due operazioni: iscrizione al sito ufficiale dell’Inps e recupero del Pin Inps dal sito ufficiale attraverso l’apposita procedura di richiesta. Una volta in possesso del Pin Inps, bisogna registrarsi sul sito del Ministero del Lavoro, accedendo da www.cliclavoro.gov.it e creazione di apposite credenziali (nome utente e password); accedere al portale del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it utilizzando le credenziali ottenute; compilare il modello online nelle sue 5 sezioni e infine inviare tramite email (posta elettronica certificata) il modello di recesso o revoca all’indirizzo PEC del datore di lavoro.

Commenti
Ritratto di Flex

Flex

Mer, 24/02/2016 - 09:37

Visto che ritengono valido il licenziamento con un "SMS" si potrebbe fare la stessa cosa anche con le dimissioni, un "SMS" e basta.

Idliketofly

Mer, 24/02/2016 - 11:11

ma piu' complicato dove??!?

billyserrano

Mer, 24/02/2016 - 11:31

Ora non lamentatevi più, hanno semplificato (sich). O no?

il veniero

Mer, 24/02/2016 - 11:55

qualsiasi contatto con la P.A. implica burocrazia demenziale e anacronistica . Ricordo ancora quando dovetti fare la prima fattura elettronica appena entrata in vigore ... non smetterò x anni di odiare chi l'ha strutturata così . Da TERZO MONDO .uN SUCCITO .

polonio210

Mer, 24/02/2016 - 12:04

Il tutto,poi,dovrà essere accompagnato dai certificati,in formato elettronico,nell'ordine:certificato di uno psichiatra che dichiari la persona dimissionaria sana di mente.Certificato di un centro analisi con il gruppo sanguigno ed il dna del richiedente.Certificato di stato in vita.Dopo di ciò,il dimissionario,verrà valutato da tre commissioni mediche:una provinciale,una regionale ed una nazionale,create all'uopo.Quindi la richiesta di dimissioni verrà inoltrata alla magistratura inquirente per indagare che il richiedente non abbia subito pressioni dal datore di lavoro.Dopo circa 8/10 anni la domanda potrebbe anche essere evasa.

paolonardi

Mer, 24/02/2016 - 12:33

C'e' un solo problema: inviare qualcosa per via telematica all'INPS occorre una laurea in burocratese con una specializzazione in complicazioni affari semplici e un master in assurdita' informatiche.