Pavia, processione sotto casa del condannato

La diocesi si difende: "È stata una pura coincidenza". Dopo le critiche il vescovo cambia percorso

Una processione che parte dall'abitazione di un condannato per aver favorito la latitanza di un boss della 'ndrangheta cosentina. La situazione paradossale si è verificata a Gambolò, nel pavese: il corteo religioso in onore di San Getulio (patrono del paese, ndr), doveva iniziare dal numero 95 di via Isella, indirizzo di Donato Espedito.

L'uomo, impresario di pompe funebri, era stato arrestato dai carabinieri a quello stesso indirizzo nel 2013, nell'ambito di un'inchiesta aperta dalla procura di Catanzaro sulla latitanza di Salvatore Galluzzi, boss della 'ndrangheta. Espedito è stato poi condannato a 16 mesi di reclusione per il reato d'inosservanza di pena.

Sono stati i carabinieri di Vigevano, invitati alla processione, ad accorgersi della coincidenza dell'indirizzo, essendo Espedito uomo conosciuto tra le forze dell'ordine. I carabinieri hanno inviato una nota informativa al prefetto di Pavia, ed egli ne hamesso al corrente il vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni.

"È stata una causalità - ha dichiarato la diocesi - dal 2008 la processione parte da punti diversi della periferia. Quest'anno è stata scelta via Isella, ma il numero indicato è del tutto casuale. La processione potrebbe partire anche venti metri più avanti o indietro, ad esempio".

In tal senso, il vescovo ha deciso di spostare l'inizio della processione alcuni metri più avanti, in modo che il corteo non parta, nè passi davanti alla casa di Espedito. Dopo i recenti episodi di inchino al meridione, tale variazione è sembrata opportuna a tutta la comunità.