Processo Talluto, parla Valentino: "Mai voluto contagiare con hiv"

Il trentenne romano sieropositivo finito a processo continua a negare di aver cercato di contagiare le donne: "Non sono un untore"

"Vorrei sottolineare che sono una persona, un ragazzo con un cuore, perché molte volte non è stata sottolineata questa cosa e mi è stato dato solamente dell'untore. Ho dei sentimenti e ho l'Hiv ma non per questo sono diverso dalle altre persone presenti qui". È quanto affermato da Valentino Talluto, il trentenne romano finito a processo per aver avuto rapporti sessuali non protessi con decine di partner pur essendo consapevole di essere sieropositivo.

"In questi due anni - ha detto l'imputato, che ha reso spontanee dichiarazioni davanti ai giudici della Corte d'Assise - sono state dette cose non vere, sono stato descritto come un mostro. In realtà non mi sono mai nascosto e tutte le ragazze mi conoscono con il mio nome e conoscono anche i miei amici. Si è detto che avrei voluto contagiare più persone possibili ma se così fosse avrei cercato rapporti occasionali nei locali, tentando di mantenere l'anonimato".

Provato dall'emozione e in lacrime, Valentino ha poi puntato il dito contro quotidiani e telegiornali. "Penso che non sia giusto dare false notizie per occupare le prime pagine e creare un caso, il mio caso. Non credo che i mass media possano influire sul processo ma certamente hanno il loro peso". "Questi sono stati anni terribili e non augurerei una cosa simili nemmeno al mio peggior nemico - ha proseguito -ho vissuto il trauma di sapere che persone che conosco hanno la mia stessa patologia e pensano che sia colpa mia"