L'arte del tarocco I cinesi fotocopiano quel cane di Koons

Una società vende riproduzioni perfette dell'opera-icona del '900 pop. Costo: 5mila dollari invece che 58 milioni...

Il Balloon Dog di Jeff Koons? Dopo che lo scorso novembre ha fatto registrare da Christie's il record di 58,4 milioni di dollari - la cifra più alta mai spesa per un artista vivente - anche i collezionisti più esigenti si erano messi il cuore in pace.

E invece dalla Cina arriva una soluzione alla portata di tutti: una company di Shijiazhuang, nella provincia di Hebei, ha cominciato a commercializzare i cagnolini di Koons su Alibaba, il principale portale di e-commerce di Hangzhou, leader nel mercato orientale. Sono versioni in acciaio inossidabile che, in attesa di una verifica dal vero, sembrano in tutto e per tutto uguali agli originali dell'artista americano. La notizia, riportata dal sito news.artnet.com, ha generato in pochissime ore un incremento delle domande sul sito cinese. Al punto che la VLA Sculpture si è sentita in dovere di presentare meglio la propria offerta, veicolando una vera propria brochure in Pdf, in cui illustra nel dettaglio caratteristiche e prezzo di ogni modello.

«Molti acquirenti ci hanno scritto lamentando che il prezzo delle sculture in acciaio inossidabile è troppo alto», ha spiegato la responsabile commerciale di VLA, Rebecca Wong. «Ecco perché abbiamo pensato di realizzare anche della versioni più economiche, producendo delle repliche in resina». Segue, in barba a qualsiasi idea di proprietà intellettuale, un vero e proprio listino, in cui compaiono, a seconda del materiale e delle dimensioni, otto diverse opzioni. Si va da quella alta 19,7 pollici alla “compatta” da 7,88 pollici, sino alla extra-large, da 78 pollici di altezza per 31 di lunghezza. Il cane di taglia più grande costa 5.850 dollari in acciaio inox (qualcosa di meno di una cucina componibile e comunque più di una batteria di pentole), che scendono a 2.965 per la versione in resina. Attenzione però: il peso sale, da 150 a 200 Kg. E poi-vuoi mettere-si può scegliere la colorazione preferita, roba che da Christie's nemmeno per 50 milioni di dollari: arancione, giallo, rosso e blu.

Il bello è che per far percepire con la maggior precisione possibile qual è l'esatta cromia di ciascun modello, la VLA allega l'immagine di quattro sculture originali di Koons: dal LACMA di Los Angeles al MCA di Chicago, sino al display di Christie's, sono stati presi “in prestito” i pezzi più ambiti, appartenenti alle raccolte di Eli Broad, imprenditore di origine lituana, o ancora del magnate cipriota Dakis Joannou. Per la versione gialla, si è scelto, con un certo rigore, di affidarsi direttamente all'installazione di Koons al Roof Garden del Metropolitan Museum. Niente volgari riproduzioni, insomma. Un neo sono i tempi di consegna: per avere il Balloon Dog a casa vostra dovrete aspettare venti giorni. La spedizione avviene in una scatola di legno foderata in gomma piuma impermeabile e antiurto. Quanto al pagamento, acconto del 30% e il saldo alla consegna.

A oggi lo Studio di Jeff Koons non ha rilasciato alcuna dichiarazioni ufficiale sull'iniziativa della VLA. Né è dato sapere cosa ne pensi Jose Mugrabi, l'importatore siriano che, dopo aver messo assieme ottocento Warhol, grazie al rapporto con l'ex advisor di Citybank Jeffrey Deitch, si è buttato sull'opera di Koons, acquistando il cagnolino arancione dopo averlo visto a casa di un altro formidabile collezionista, Peter Brant, editore e produttore cinematografico. E in effetti l'aspetto che fa più sorridere è questa corsa all'opera irrinunciabile, che però la prima fabbrica cinese - la VLA sino a oggi era specializzata in statue e fontane in marmo - è in grado di replicare. L'unico scarto esistente, al di là della qualità del materiale e della verniciatura, resta la griffe. Vale uno scarto di 58 milioni di dollari?

E cosa accadrebbe se domani, attirate dall'appeal commerciale, altre aziende si mettessero a riprodurre su larga scala tutti i geni del contemporaneo, come se si trattasse di un tavolino Ikea? C'è chi, come il giapponese Takashi Murakami, concepisce il merchandising come estensione della propria opera. Ma il confine tra la cosiddetta high art , protagonista nei musei e nelle aste, e la low art , gli oggetti destinati alla riproduzione in serie e al consumo di massa, è sempre più labile: il Balloon Dog in acciaio della VLA costa quanto una borsa di Louis Vitton firmata Murakami.

E in fondo già negli anni Sessanta lo svedese Claes Oldenburg vendeva le proprie opere pop nei negozi sotto casa. Resta la questione del copyright, ma i cagnolini «piratati» rischiano di diffondersi quanto i file Mp3. E se finissero per sostituire l'arte autentica?