Def, pressing del Pd su Pier Carlo Padoan: "Si confronti con la politica"

I deputati Pd hanno incontrato il ministro all'Economia Pier Carlo Padoan per sollecitarlo a confrontarsi con il partito prima di varare il Documento di Economia e Finanza

Il Documento di Economia e Finanza (Def), che verrà presentato la prossima settimana, divide il governo, con il Pd che fa pressione sul ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan: "Si confronti con la politica".

Prima di varare le linee del Def occorre un confronto aperto con il partito, questo è stato l'invito rivolto da molti deputati del Pd a Padoan nella riunione tenutasi al gruppo. "Si confronti con la politica", ha spiegato, per esempio, il renziano Fanucci.

"Non riconosco la differenza tra ministro politico e tecnico -ha risposto il responsabile dell'Economia - ma vi assicuro che la differenza tra ragionamento politico e tecnico la so cogliere".

Dall'Aringa ha chiesto che il governo si concentri su pochi interventi, Galli ha insistito sul no alla privatizzazioni, Boccia è tornato a porre il tema della web tax, Misiani ha sottolineato l'esigenza di prestare maggiore attenzione sul sociale e sul tema della povertà: tante le sottolineature arrivate dai dem al responsabile dell'Economia, durante l'incontro di Padoan con i deputati del Pd. Un unico comune denominatore: serve un dialogo.

Il Def, che verrà presentato la prossima settimana, contiene il nuovo quadro macroeconomico e di finanza pubblica. Insieme al Documento di economia e finanza, il governo presenterà un decreto della presidenza del consiglio con un programma di investimenti nel periodo 2020-2030 da circa 40 miliardi, ha detto il ministro.

"E' stato uno scambio fruttuoso di idee", la risposta del ministro che ha fatto presente come siano diversi i passaggi: si parte con obiettivi ambiziosi ma sarà necessario "evitare il rischio di una procedura di infrazione per deficit eccessivo". "Non possiamo autodenunciarci", la linea del ministro che ha fatto capire come si porterà avanti una trattativa con Bruxelles. Ma Renzi, ribadiscono fonti parlamentari, punta a prendersi tutti gli spazi di flessibilità possibili e ad agire al di là del piano di rientro concordato con le istituzioni europee.

Il no del Pd è arrivato oltre sul capitolo delle privatizzazioni soprattutto sulla riforma del catasto. L'obiettivo del governo è quello di inserire la riforma nel piano nazionale delle riforme. Anche Ap in realtà è contraria e Alfano lo ha detto durante la direzione ma il senatore dem Marino e l'azzurro Sciascia hanno intenzione di ripresentare lo stesso testo depositato nel 2013. FI non ha ancora firmato, punta a delle modifiche. "La riforma del catasto - ha spiegato Padoan - si può fare a saldo zero".

Al di là degli aspetti singoli (il Pd ha ribadito il no all'aumento dell'Iva), diversi deputati del Pd hanno cercato di capire quanto sarà "blindato" il Def, soprattutto in vista della legge di bilancio. "Il taglio del cuneo fiscale è un tema all'attenzione del governo, ma ogni riduzione di tasse credibile ha bisogno di coperture credibili", ha affermato Padoan.

Per quanto riguarda la manovra correttiva pari allo 0,2% del Pil, cui si aggiungeranno anche misure per il sisma, arriverà insieme o 2-3 giorni dopo il Def. La correzione dei conti sarà fatta con tagli alla spesa, le risorse della lotta all'evasione e una nuova "tranche" di rottamazione delle cartelle. Prevista una misura che renderà più stringenti le norme sul pignoramento. Le spese per la ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto non saranno conteggiate nel saldo strutturale.

Commenti
Ritratto di Nubaoro

Nubaoro

Mer, 05/04/2017 - 06:23

questi passano il tempo a studiare cosa e come tassare senza considerare che da quando sono morte le signorie esiste un sano principio e cioè che alla tassa DEVE corrispondere un servizio, se mi applichi la "web tax" o la "riforma del catasto", mi devi dare qualcosa in cambio, ma ai nostri politici la cosa non frega nemmeno un po'! Alle nuove tasse corrisponderanno nuove spese di esazione (con posti e consulenze dati agli amici degli amici) ed il bilancio sarà come al solito negativo.

Cio

Gio, 06/04/2017 - 09:07

Mai che ci siano le riduzioni ai privilegi dei parlamentari. Forse il Parlamento ha votato alla unanimità e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135 euro al mese e pare camuffata in modo da non risultare nei verbali ufficiali. Stipendio di 19.150 €/mese, portaborse 4.030€/mese, rimborsi spese affitto 2.900€/mese, tessere teatro, cinema, cellulari, autobus, treno, metropolitana, francobolli, viaggi in aereo, autostrade, ambasciate, cliniche, assicurazioni varie gratis. Diritto alla pensione se non erro dopo 35 mesi in parlamento. Noi cittadini dopo 40 anni di contributi (per ora). Rimborso spese elettorali?

mariod6

Sab, 08/04/2017 - 11:51

E' ovvio, il PD deve assicurarsi che le Coop rosse vengano ancora favorite e che l'industria privata venga invece stangata fino a farla fallire. Le Coop devono riuscire a controllare il mercato e raccogliere soldi da tutte le parti senza pagare un centesimo di tasse. E voi continuate a votarli e a farvi prendere per i fondelli!!! Bravi.