Black out a Cortina: è rissa tra vip

Un dramma. In effetti un'inversione a U con le gomme che pattinano allegramente sulla neve è un dramma. E rinunciare, di conseguenza, a trascorrere gli ultimi scampoli di quest'anno nell'ovattata Cortina e far rotta, nuovamente, verso Milano, è un dramma. E così twittiamolo immediatamente, facciamolo sapere al mondo, anche se poi il «mondo» ti prenderà in giro.
Peccato però che quel «mondo», subito pronto a cogliere l'occasione per sfottere i «capitalisti vacanzieri» sia cascato male, molto male. Perché il re dell'ironia, ma ancor più dell'autoironia, l'impareggiabile direttore di Chi, Alfonso Signorini, li abbia messi tutti al loro posto, quei frustrati del web. E abbia risposto per le rime «a quelli che - per dirla con parole sue - l'ironia non potranno mai averla perché hanno scheletri nell'armadio, perché approfittano anche di un autentico disagio per fare del populismo da strapazzo». Ma veniamo ai fatti. E i fatti sono rappresentati da un black-out che, dopo una nevicata senza precedenti, ha messo fuori gioco Cortina d'Ampezzo, Auronzo di Cadore ed altre suggestive località delle Dolomiti: da San Candido, a Dobbiaco a Villabassa.
Romantici e dolcissimi paesaggi da quadro d'autore che hanno vissuto nelle passate 48 ore situazioni di pesanti difficoltà per la caduta di alcuni pali dell'alta tensione con un bilancio che ha riportato indietro di cent'anni intere vallate dolomitiche: strade interrotte, candele e riscaldamento a legna per ritrovare un po' di luce e un po' di tepore (con l'aiuto dei piumoni) nelle case.
Caso vuole che, fra i primi a dare la notizia sia stato proprio Alfonso Signorini che, raggiunto telefonicamente da una collega dell'Ansa, mentre stava avvicinandosi a Cortina, ha raccontato in diretta la situazione e poi ha lanciato un twitter veritiero quanto innocuo per riferire del «dramma» che Cortina e le località della zona stavano vivendo. Il direttore di Chi racconta con queste parole: «La città è isolata, le strade sono completamente interrotte, mancano luce e riscaldamento e nevica pure come Dio la manda, mai vista roba del genere. Mi viene la rabbia perché in pratica eravamo arrivati, mancava solo una decina di chilometri. Ma purtroppo la strada statale è quasi impraticabile e anche con le gomme da neve non si riesce a raggiungere le case, per di più sta facendo buio. Gli alberghi sono isolati, non rispondono neanche più ai centralini. Anche i miei amici stanno lasciando Cortina, così torniamo a Milano». E poi sintetizza nel suo twitter scrivendo la parola «dramma».
Un dramma che Signorini non possa raggiungere Cortina per trascorrere le sue vacanze? Gli spiritosi del web prendono alla lettera la parola e si scatenano contro il popolare giornalista. Capofila di coloro che si prendono sempre sul serio, Gad Lerner, che twitta con acredine il seguente pensiero: «Quest'anno senza Alfonso Signorini, ahimè, Cortina non sarà la stessa. Tanto più che Santanchè & Sallusti già erano emigrati a Courmayeur...».
Ne seguono altri e altri ancora se nonché Signorini senza fare un plissè replica, ancora una volta con ironia, con un primo twitter: «Ringrazio tutti quanti si sono stretti attorno al mio dramma» e poi con un secondo in cui sottolinea che quella di Cortina è stata per lui: «La peggior tragedia dai tempi del ritiro di Enzo Paolo Turchi dall'isola dei famosi, per le emorroidi». Due a zero e palla al centro. Perché la verità vera sottolinea Signorini al telefono con noi del Giornale è: «Che io non ho proprio nulla di cui vergognarmi se vado in vacanza a Cortina. Ho comprato una casa là, con il sudore del mio lavoro, pago le tasse, e sono convinto che le Dolomiti siano uno dei luoghi più incantevoli della Terra. Mi dovrei sentire in colpa per questo?». E ancora: «Chi mi viene a dire, che chi va in vacanza a Cortina non pensa alla situazione di Lampedusa o ai senza tetto fa soltanto del populismo da strapazzo. Quanto a Gad Lerner gli vorrei ricordare che io in vacanza a casa di Berlusconi non ci sono mai andato, mentre lui nella villa di De Benedetti a Porto Rotondo c'è stato eccome». E adesso? Mentre scriviamo queste righe sono state rimesse in funzione le linee ad alta tensione che alimentano la zona di Cortina ma nel capoluogo ampezzano non è ancora tornata la luce. Quindi? Niente mail ma soltanto lettere d'amore scritte a lume di candela.