La vicenda della Camera arbitrale islamica italiana arriva all’attenzione della magistratura in meno di un giorno. La Procura di Padova, guidata da Angelantonio Racanelli, ha aperto oggi, 8 ottobre, un procedimento a modello 45, quindi senza indagati né ipotesi di reato, in seguito all’esposto presentato dall’avvocato Francesco Minutillo, membro dell’Assemblea nazionale di Futuro Nazionale.
Giustizia di Allah: sharia in Italia col primo tribunale aperto a PadovaAl centro degli accertamenti, dopo la richiesta di chiarimenti e le interrogazioni parlamentari presentate anche da Fratelli d’Italia e Lega, c’è l’organismo costituito il 3 marzo scorso a Padova, in via Armistizio 13, che si propone di risolvere controversie civili e commerciali attraverso un arbitrato ispirato ai principi della Sharia, ovvero la legge islamica.
A fondarlo è stato Omar Vanin, avvocato iscritto all’Ordine di Padova e docente a contratto all’Università di Padova. La Camera si presenta pubblicamente come una via alla “Giustizia Islamica in Italia” e nel proprio regolamento utilizza la denominazione di “Tribunale Sciaraitico”.
È proprio il rapporto tra ordinamento italiano e diritto islamico a essere stato sollevato nell’esposto. Il regolamento prevede infatti che gli arbitri applichino i precetti della Sharia e richiama il diritto italiano per le questioni non disciplinate dalla legge islamica.
Ora la magistratura dovrà verificare in che modo ha intenzione di operare l’organismo e se si muova nel perimetro consentito dalla legislazione italiana oppure se possa configurarsi, nella pratica, un circuito di giustizia parallelo.
Il procuratore Racanelli, annunciando l’apertura del fascicolo, ha assicurato che la Procura “svolgerà, come sempre, i compiti che la legge gli affida, svolgendo i doverosi accertamenti”. L’apertura del modello 45 non significa che siano stati individuati reati, ma segna l’avvio di verifiche ufficiali sulla vicenda.
