Natale, la moda benefica del Christmas Jumper

Per il terzo Natale torna l'iniziativa del Christmas Jumper Day di Save the Children: ecco in cosa consiste e quale rocker ne è testimonial quest'anno

In passato sarebbe stato impensabile a Natale indossare maglioni con le renne, con i fiocchi di neve o altri simboli di questo periodo di festa, considerati quanto meno kitsch.

Vengono chiamati nel linguaggio comune “maglioni norvegesi” o con l’espressione anglofona Christmas Jumper e per molto tempo sono stati oggetto simbolico, nella cultura pop, per esprimere una bizzarria - come il maglione indossato da Colin Firth alla festa di Natale ne “Il diario di Bridget Jones”, in quella scena iconica in cui la protagonista incontra per la prima volta il “suo” Darcy.

Da qualche anno, grazie a Save the Children, questi maglioni non sono stati solo rivalutati, ma rivisitati a scopo benefico. Il 14 dicembre si terrà per il terzo anno consecutivo in Italia il Christmas Jumper Day: si indossa un maglione di questo tipo e si organizza una raccolta fondi. Il testimonial di quest’anno è Manuel Agnelli, che nel video diffuso sui canali social dell’associazione suona una versione rock di “Jingle Bells” con la sua chitarra. Il video è stato girato con bimbi e bimbe nel Punto Luce di Save the Children nel quartiere Giambellino di Milano, uno dei 23 centri ad alta densità educativa attivati dall'organizzazione in tutta Italia per offrire opportunità ai minori nelle periferie più svantaggiate delle città.

Nel 2016 e 2017 in Italia sono state coinvolte oltre 300.000 persone. Quest’anno si stima che saranno interessati dall’evento oltre 2.400 scuole, biblioteche, ludoteche, associazioni e 106.000 tra bambini, ragazzi e insegnanti. Cui naturalmente si aggiungeranno altri piccoli e adulti che, singolarmente, vorranno aderire all’iniziativa, magari condividendo l’hashtag #ChristmasJumperDay o il motto "C'è un giorno all'anno in cui fai bene a non prenderti sul serio".

"Aderire al Christmas Jumper Day - ha spiegato Daniela Fatarella, vicedirettrice di Save the Children - vuol dire contagiare e lasciarsi contagiare dalla solidarietà in modo semplice e, soprattutto, divertente. Sin dalla prima edizione, siamo stati incredibilmente colpiti dallo straordinario numero di persone, scuole, uffici che spontaneamente hanno aderito alla nostra iniziativa, scegliendo di mettersi in gioco nel vero senso della parola pur di regalare un futuro migliore a tanti bambini che in tutto il mondo, così come in Italia, continuano a essere privati della propria infanzia e delle opportunità che meritano per crescere e vivere sani".