Meredith, l'autopsia: "Non c'è stata violenza sessuale"

La procura comunica i primi risultati degli esami del medico legale sulla studentessa inglese: "L'uccisione è dovuta all'emorragia dopo la lesione al collo"

Perugia - Non hanno fatto "emergere elementi per ipotizzare una violenza sessuale" gli accertamenti medico legali fin qui eseguiti sul corpo della studentessa inglese Meredith Kercher uccisa a Perugia. Lo ha reso noto stamani la procura della repubblica con un comunicato stampa. Dall’autopsia eseguita ieri è emerso che la morte vada ricollegata a una emorragia conseguita a profonda lesione al collo dovuta verosimilmente all’azione di uno strumento da punta e taglio. L’esame ha confermato che la studentessa ha avuto un rapporto sessuale prima di morire. Sul corpo però non sono state riscontrate lesioni tali da far ipotizzare uno stupro. Sarebbero stati infatti individuati solo alcuni piccoli lividi. Prelevati anche campioni di liquidi organici che dovranno essere ora analizzati. Ancora al vaglio degli inquirenti comunque la possibilità che la giovane abbia avuto il rapporto sessuale mentre veniva minacciata.

La macchia di sangue C’è una traccia di sangue, forse della vittima, sulla maniglia interna del portone della casa a ridosso del centro storico di Perugia dove venerdì scorso è stata trovata morta Meredith Kercher. L’ipotesi sulla quale sono al lavoro gli investigatori è quindi che sia uscito proprio da lì chi ha ucciso la giovane. La coinquilina che per prima venerdì è tornata a casa ha riferito agli inquirenti di avere trovato socchiuso il portone. La pista più accreditata continua quindi a essere che la studentessa possa avere fatto entrare volontariamente in casa qualcuno. Gli esami della polizia scientifica non sono ancora conclusi. Il personale dell’Ert, Esperti rilevamento tracce, e quelli della questura perugina sono infatti ancora al lavoro. Repertate numerose tracce biologiche e impronte che dovranno essere ora analizzate in laboratorio. Accertamenti sono ancora in corso sulle tracce di sangue sull’appartamento sottostante a quello occupato dalla Kercher, dove vivevano quattro studenti risultati estranei al delitto perché non erano nemmeno a Perugia nella notte tra giovedì e venerdì. La polizia scientifica deve tra l’altro stabilire se sia di tipo umano. Nell’appartamento veniva infatti tenuto anche un gatto e non si esclude che il sangue possa essere suo. L’appartamento sottostante a quello dove è stata trovata morta la studentessa è stato trovato regolarmente chiuso dagli investigatori.

Il corpo resta in Italia Non è stato ancora firmato dal magistrato che coordina le indagini della polizia, Giuliano Mignini, il nulla osta alla restituzione alla famiglia del corpo di Meredith Kercher dopo l’autopsia eseguita ieri. L’indagine punta anche a chiarire se al delitto possano avere concorso più persone, ipotesi che al momento viene però considerata scarsamente attendibile. Al momento il magistrato non ha disposto ulteriori esami medico legali. Il sostituto procuratore sembra volere comunque attendere di disporre di un quadro definito della situazione, prima di restituire alla famiglia la salma che a quel punto verrà probabilmente portata in Inghilterra.