Caccia a fondi e cervelli per la sfida del dopo Expo

Il nuovo polo scientifico sarà a regime nel 2024 Per la fondazione lavoreranno 1500 persone

Michelangelo Bonessa

Entro l'estate del 2019 Palazzo Italia dovrebbe essere consegnata a Human Technopole, il centro candidato a diventare il nuovo riferimento nazionale per la medicina di precisione che sarà il cuore del Milano Innovation District, il parco scientifico e tecnologico situato nell'area dove si è svolta Expo 2015. Per adesso l'ex centro dell'esposizione universale è già operativo, anche se solo in parte: «IIT è stato impeccabile nel consentirci di cominciare, avendo già ristrutturato metà Palazzo Italia, e selezionato, con i più rigorosi standard internazionali, uno scienziato straordinario come Iain Mattaj per essere il primo leader di HT - ha esultato il presidente della fondazione Marco Simoni - Il Comitato di coordinamento, guidato da Stefano Paleari, ha garantito che il percorso rispettasse tempi precisi. Da oggi il testimone passa alla Fondazione che dovrà essere all'altezza di ambizioni significative».

La prima riunione del consiglio di sorveglianza si è tenuta due giorni fa, data valida come vero inizio delle attività della fondazione. Nei prossimi mesi sarà completato l'organigramma e inizierà la ricerca di scienziati in grado di condurre ricerche di livello e di attrarre finanziamenti. Un tassello fondamentale per raggiungere in particolare il secondo scopo, come spiegato da Simoni, è infatti «la qualità degli scienziati». Il primo è il nuovo direttore di Human Technopole Iain Mattaj, già a capo dello European Molecular Biology Laboratory (EMBL) di Heidelberg e vincitore del concorso internazionale indetto nell'aprile 2017. Ma nei prossimi mesi dovrebbero aggiungersene molti: quando il centro sarà a pieno regime ci lavoreranno 1500 persone di cui «1350 ricercatori» ha precisato Simoni. Per il momento gli addetti sono pochi, ma il centro ha iniziato già a funzionare grazie a un «laboratorio leggero» come lo ha definito Donatella Sciuto, prorettore vicario del Politecnico a capo del laboratorio di analisi dei dati già avviato dentro Palazzo Italia. Quando sarà completato il centro di ricerca coprirà 30mila metri quadrati e sarà in grado di elaborare dati da trasformare poi in «modelli socio economici» ha precisato Sciuto. I finanziamenti della fondazione sono garantiti per i prossimi anni da uno stanziamento statale che oscilla tra i 100 e i 150 milioni di euro, ma l'obbiettivo di Simoni è di trovare soci disposti a entrare nel novero dei finanziatori: secondo le disposizioni di legge si potrà entrare in questo club versando una somma pari al 0,5 per cento di quanto messo dallo Stato. Quando la somma dei denari privati coprirà il 3 per cento degli introiti «avranno diritto a esprimere un unico rappresentante nel consiglio -ha spiegato Simoni - ma il parere dei consiglieri indicati dai ministeri rimarrà comunque vincolante per ogni decisioni a conferma della natura prevalentemente pubblica della fondazione».