Litiga con la moglie e la butta dal nono piano

Dopo l'ennesima discussione un 30enne ha spinto la compagna nel vuoto. Poi ha provato a nascondere il delitto denunciando il suicidio ai carabinieri

«Era così gelosa, così disperata, che al termine dell'ennesima lite tra noi ha preferito buttarsi dalla finestra che continuare questa vita tribolata».
Cologno Monzese, domenica 30 giugno, ore 16. La versione dei fatti fornita da quel singolare marito - così poco afflitto dalla perdita improvvisa e violentissima della moglie - non ha convinto nessuno da subito. Senza contare che le numerose tracce di graffi sul petto e sulla schiena dell'uomo erano indizi inequivocabili che la consorte - Silvana H., 31 anni, originaria dell'Albania, forse prostituta di professione - aveva lottato a lungo, prima di finire nel vuoto e fare un volo di ben nove piani dal balcone di quell'alto stabile grigio di via Luigi Einaudi, a poche centinaia di metri dalla fermata della metropolitana di Cologno sud (linea 2, la verde). Un volo che non le aveva lasciato scampo.
Così, dopo aver parlato con i genitori e i pochi amici della morta, che non hanno nascosto il rapporto burrascoso tra la loro povera Silvana e il marito connazionale Zef L., i carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni hanno ritenuto l'uomo responsabile di quello che si configura a tutti gli effetti come un omicidio volontario. Secondo i militari e il pm di Monza Alessandro Pepé, infatti, l'albanese - un piccolo pregiudicato trentenne senza lavoro - è colpevole di aver buttato la moglie nel vuoto al culmine di una lite, di cui nella loro casa erano evidenti i segni.
Accompagnato in caserma, l'albanese ha continuato a discolparsi. Sostenendo che la donna avesse fatto tutto da sola, che si fosse suicidata in preda alla sua gelosia immotivata. Tuttavia non solo non ha saputo spiegare l'origine dei graffi, ma non è stato convincente nel minimizzare il proprio comportamento violento nei confronti della moglie. Più di un testimone, infatti, ha raccontato ai carabinieri che Zef era solito alzare le mani su Silvana e lui non l'ha certo negato. Per finire l'uomo non ha proferito parola quando gli inquirenti gli hanno spiegato che sapevano tutto della sua vita privata e, quindi, anche della sua relazione extraconiugale. Erano a conoscenza cioè del fatto che Zef ha un'amante in Albania, da cui era stato fino a venerdì. Quando la moglie, stanca di quella situazione, era andata a riprenderlo per riportarlo a Cologno con lei. Un gesto che - se verranno confermati i sospetti dei militari e del magistrato - non solo non ha ridato alla poveretta il consorte, ma l'ha spinta nelle braccia di quello che invece di un marito pentito si è rivelato un assassino senza scrupoli. Un uomo che, per liberarsi della moglie, ha addirittura trovato il coraggio di scaraventarla nel vuoto per ben nove piani. Una fine atroce.