Usa, un piano per fermare l'Isis: ​così scoviamo i potenziali jihadisti

L'America vuol provare a fermare i terroristi in erba

Mentre Il presidente americano Barack Obama cerca di convincere i suoi concittadini che le autorità hanno perfettamente in mano il controllo della situazione sui terroristi e le loro azioni, gli specialisti del Cve (Contro Violenza Estremistica) sostengono che il governo americano dovrebbe investire maggiormente nelle risorse destinate ad aiutare quei giovani che rischiano di cadere facile preda delle teorie jihadiste. Il recente episodio della coppia islamica di San Bernardino, California, che ha sterminato delle persone inermi in un centro di riabilitazione fisica e ancora più indietro, l'episodio di Boston in cui due studenti hanno fatto deflagrare un ordigno durante la maratona, rendono ancora più necessario un intervento a livello educativo nazionale. Finora, infatti, i responsabili dei fatti più sanguinosi sono cittadini effettivi degli Usa, di etnie varie, che si sono convertiti o radicalizzati attraverso il contatti avvenuti su internet o con altri elementi già coinvolti nella rete islamica. Peraltro, dei 71 arrestati negli Usa dal 2014 e legati all'ISIS, 58 erano cittadini americani, sei erano residenti permanenti e la metà convertiti.

Secondo il direttore del Centro nazionale antiterrorismo Usa, Nicholas Rasmussen, coloro che vengono attirati dall'Isis sono persone generalmente isolate, convinte di essere senza diritti e privilegi, alla ricerca di un riscatto, di una riscossa personale tramite l'avvicinamento ad una ideologia permeante come la religione islamica, che permetta anche una sorta di rivincita nei confronti della società che li avrebbe marginalizzati.

Seamus Hughes, professore della George Washington University, che ha collaborato con il Centro Nazionale Antiterrorismo, sostiene che non esista un preciso profilo della tipica recluta dell'Isis, a parte il fatto che tali persone sono piuttosto giovani e che Il numero di cittadini americani che si sono recati in Siria e Iraq per unirsi al Jihad rimane relativamente basso, nell'ordine delle duecentocinquanta persone, un numero relativamente ridotto rispetto alle migliaia di persone provenienti dall'Europa e da altri continenti.

L'età media degli arrestati, perché coinvolti in attività terroristiche, è ventisei anni, un terzo è sotto i ventun anni, e vista l'età, il professor Hughes sostiene che le attività educative di prevenzione debbano essere indirizzate soprattutto verso i minorenni.

Gli Usa sono stati i primi, seguiti dal Regno Unito col programma "Educate against hate" istruire contro l'odio, dedicato a genitori, insegnanti e scuole a far luce e aiutare sui comportamenti che possano portare a percorsi violenti. Nel caso del Regno Unito, in nome di un politicamente corretto che sa di molto di maniera, hanno voluto estendere l'avviso di minaccia anche a chi si avvicini ai gruppi di estrema destra.

Negli Usa i progetti sono stati attivati solo a livello locale, e precisamente a Denver, in Colorado, a Minneapolis, Minnesota e Boston, nello stato del Maine, pertanto con un respiro regionale, anzi cittadino, senza una strategia nazionale.

L'Fbi ha dimostrato che questi progetti portano alla identificazione previa dei soggetti e alla possibilità di indirizzare queste persone verso progetti di aiuto dei rifugiati piuttosto che imbarcarsi in un'avventura dai contorni dubbi in un Paese del Medio Oriente. In Europa, oltre all'Inghilterra, anche altri Paesi come la Danimarca, i Paesi Bassi e la Germania, hanno attuato programmmi preventivi per evitare la radicalizzazione o addirittura tesi ad aiutare i cosiddetti "Foreign fighters" a reintegrarsi nella società.

In Francia questo tipo di attività è gestito da alcune Ong, in l'accordo con le autorità locali, ma senza una strategia nazionale, pur con una presenza del 60% di reclusi nelle carceri che provengono dai Paesi arabi.

In Italia abbiamo potuto osservare in questi anni un certo numero di persone, per la maggior parte già originarii del Medio Oriente, che sceglievano la strada del Jihad, oltre ad alcune ragazze attratte da promesse ideologiche o religiose che hanno poi portato a sequestri da parte dei jihadisti e pagamenti di riscatto che hanno in realtà arricchito i forzieri dell'Isis. Ricordiamo che la Legge italiana sanziona i cittadini che partecipino a conflitti all'estero se non inquadrati nelle Forze Armate e sotto gli auspici delle risoluzioni dell'Onu.

Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Lun, 25/01/2016 - 21:25

I nazisti usavano i cani per andare a caccia di "ribelli" e contro i mussulmani perché non si usano i maiali per scovare le "cellule dormienti" considerato che il maiale ha un ottimo fiuto tant'è che si usa per andare a tartufi.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Lun, 25/01/2016 - 21:36

Per quello che si evince dalla cronaca proveniente dai paesi a matrice arabo/islamica colà chi si macchia di attività contro lo Stato o è apostatata viene spietatamente estirpato con il taglio della testa o allungandogli il collo. In Occidente elementi di quel "taglio" dobbiamo coccolarli e trattenerli in galera con trattamento a "doppi servizi". Se non è autolesionismo dalle mie parti si dice: te sei en pòro mona.