Lavora in nero percependo il reddito di cittadinanza, denunciati in due

Ennesimo caso scoperto dai carabinieri che hanno beccato un furbetto del reddito di cittadinanza: intascava i soldi della card ma nel frattempo lavorava in nero come cameriere

L'obiettivo è rintracciare e beccare i furbetti del reddito di cittadinanza, ovvero i finti indigenti che lavorano in nero. I carabinieri della compagnia San Lorenzo, unitamente a personale della stazione di Partanna Mondello e della Polizia Municipale, a seguito di un servizio mirato alla verifica delle disposizioni in materia di reddito di cittadinanza, hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria due palermitani. SI tratta di un lavoratore in nero e del datore di lavoro.

A seguito di un'intesa attività investigativa e del successivo controllo è emerso che l’uomo, beneficiario del “reddito di cittadinanza”, per il quale gli era stata già corrisposta la somma di 1000 euro per i mesi di maggio e giugno, svolgeva contemporaneamente anche delle prestazioni in nero in una struttura ricettiva di Mondello.

Gli investigatori hanno sorpreso l'uomo di 59 anni, a tutti gli effetti disoccupato, mentre svolgeva mansioni di cameriere all'interno di un Bed and breakfast di Mondello, gestito da un imprenditore palermitano che proprio nella borgata marinara di Palermo aveva aperto la struttura ricettiva.

Il titolare è stato deferito all’Autorità Giudiziaria in quanto resosi responsabile di "contrasto al lavoro irregolare" inoltre gli è stato notificato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Il controllo ha consentito anche di sottoporre a sequestro l’intera struttura ricettiva, priva di autorizzazioni e sono state elevate sanzioni amministrative per l’importo di 1732 euro, per l’assenza della Scia ed omesso versamento dell’imposta di soggiorno. A conclusione del servizio, la carta acquisti per il reddito di cittadinanza è stata sequestrata.

E non è il primo caso scoperto dai militari dell'Arma. Negli ultimi due mesi le cronache raccontano di numerosi episodi che hanno portato la massima attenzione sulle modalità di erogazione del contributo statale e che ha anche dato vita ad un circuito vizioso di chi riesce a trarre vantaggio pur mantenendo un lavoro in nero. Una situazione che è finita sotto la lente di ingrandimento dei carabinieri che senza sosta continuano il monitoraggio del territorio.