Oggi il senato ha votato la legge elettorale, che ora tornerà alla Camera per la terza lettura il 28 settembre. I voti favorevoli sono stati 113, 71 quelli contrari e 2 gli astenuti. “Io sono molto ottimista, il cosiddetto ‘incidente’ per un voto dell’emendamento che riguardava proprio le donne non si riprodurrà”, ha detto il ministro per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati, a SkyTg24 prima del voto, sottolineando che l’approvazione definitiva sarà “entro metà ottobre, ma adesso una previsione così precisa non si può fare perché poi i tempi li determina sempre il Parlamento”.
Si sono registrate alcune scintille durante le dichiarazioni di voto, che hanno costretto il presidente del Senato Ignazio La Russa a riprendere il capogruppo M5s Luca Pirondini che nel corso della dichiarazione di voto finale sulla legge elettorale ha definito la riforma voluta dal centrodestra “una legge truffa”, con “preferenze farlocche”, mostrando un fac simile della scheda elettorale con il simbolo Fdi in evidenza. “Lei è capogruppo: forse non era proprio necessaria questa caduta di stile. La richiamo all’ordine”, ha detto il Presidente, il quale è stato contestato dallo stesso Pirondini. “È il cartello che censuro non quello che dice ma quello che ha fatto”, è stata la replica di La Russa, che ha chiuso l’alterco.
Il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Andrea De Priamo di Fratelli d’Italia, durante le dichiarazioni di voto ha sottolineato che “in Italia abbiamo cambiato troppe leggi elettorali e proprio per questo la legge che proponiamo, che non è perfetta, ha l’ambizione di essere una legge per i prossimi lustri e non certamente per questa o quella maggioranza”. Le regole, ha proseguito, “andrebbero scritte insieme, ma ogni volta è sempre stato chiesto un tavolo preventivo di confronto e avete sempre risposto che ci aspettavate in Aula, per fare ostruzionismo legittimo. Ma no alle fake news sui 180 giorni di lavori in Parlamento, una delle tante menzogne che si raccontano su questa legge elettorale, più facile dipingerci come i bruti”.
