Dopo gli attacchi ai valichi di confine tra Ucraina e Polonia e il drone abbattuto nei cieli della Lituania, sale ancora la tensione tra il blocco Occidentale e la Russia. L’Fbi ha infatti reso noto che i servizi segreti di Mosca stanno pianificando omicidi mirati in Europa e sul suolo degli Stati Uniti. Un complotto per uccidere un dissidente del regime di Putin negli Usa è stato sventato, ma nel mirino ci sarebbero personalità nei Paesi che sostengono Kiev.
Kiev, attacco russo con drone contro magazzino, un ferito
Nella notte le forze russe hanno attaccato Kiev con dei droni, provocando un incendio in un magazzino nel distretto di Svyatoshynskyi. Lo riporta il sindaco della capitale Vitaliy Klitschko aggiungendo che una persona è rimasta ferita a causa della caduta di detriti di un drone.
Fbi, Russia pianifica omicidi mirati in Usa e Paesi Ue che sostengono Kiev
I servizi di intelligence della Russia starebbero pianificando di compiere omicidi mirati negli Stati Uniti e nei Paesi europei che sostengono l’Ucraina. Lo hanno dichiarato le autorità federali statunitensi, annunciando di aver sventato un complotto per uccidere un noto dissidente russo che si ritiene viva a Washington. Secondo un atto d’accusa reso pubblico presso il tribunale federale di Manhattan cinque persone che si presume vivano all’estero sono state incriminate. Il documento afferma che, dal 2024, una rete legata ai servizi di intelligence russi avrebbe pagato, o avrebbe cercato di pagare, persone negli Stati Uniti e in altri Paesi affinché sorvegliassero e poi uccidessero dissidenti russi. Secondo l’atto d’accusa, alle persone reclutate dalla rete sarebbe stato inoltre chiesto di compiere atti di terrorismo contro infrastrutture civili e militari in Paesi europei considerati allineati con l’Ucraina. James C. Barnacle Jr., responsabile dell’ufficio dell’Fbi di New York, ha dichiarato che l’agenzia ha fatto fallire i piani “attraverso un lavoro incessante”, mentre membri dei servizi di intelligence e i loro affiliati “cospiravano per intimidire, minacciare o uccidere persone sul suolo statunitense e in tutto il mondo”.
Secondo il comunicato, una rete di persone che lavoravano per i servizi di intelligence della Federazione Russa avrebbe cospirato, almeno dal 2024, per compiere, e avrebbe effettivamente compiuto, attacchi e omicidi in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti. In precedenza, la rete si era concentrata sui dissidenti e sui disertori russi, ma dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 aveva preso di mira anche Paesi considerati alleati dell’Ucraina. Recentemente, membri della rete avrebbero cercato di reclutare diverse persone negli Stati Uniti. Tra gli incriminati, hanno riferito le autorità, figurano tre membri di alto rango dei servizi di intelligence russi. Si tratta di Yuri Khrameev, ex colonnello dei servizi, di suo figlio Kirill Khrameev, agente del Servizio federale di sicurezza russo (FSB) e di Oemis Romagoza Durruthy, cittadino cubano e membro influente della diaspora cubana residente in Russia. Secondo l’atto d’accusa Yuri Khrameev e altre due persone incriminate, Yaidel Delgado Suarez e Angel Eduardo Castro, entrambi residenti in Russia, avrebbero reclutato un cittadino venezuelano residente a Brooklyn affinché sorvegliasse e uccidesse un noto dissidente russo che ritenevano risiedesse a Washington. Il residente di Brooklyn sarebbe stato inviato in due luoghi associati alla vittima designata e avrebbe ricevuto “istruzioni esplicite su come effettuare la sorveglianza”, con la promessa di 1.000 e 1.500 dollari per portare a termine l’incarico. Dopo aver effettuato la sorveglianza e fornito numerose fotografie e video di luoghi associati alla vittima designata, la persona residente negli Stati Uniti ha rifiutato i 40.000 dollari che gli erano stati offerti per “eliminare” o “far sparire” la vittima. Dopo il rifiuto dell’offerta, il membro dei servizi di intelligence che aveva fatto la proposta avrebbe poi offerto a diverse altre persone negli Stati Uniti ingenti somme di denaro per portare a termine l’incarico.
Il Giappone ribadisce il sostegno all'Ucraina
Il presidente della Camera dei rappresentanti del parlamento giapponese, Eisuke Mori, ha pronunciato ieri un discorso alla Verkhovna Rada di Kiev, condannando l’aggressione russa e ribadendo il sostegno di Tokyo agli sforzi dell’Ucraina per raggiungere un accordo di pace. Mori ha definito l’aggressione di Mosca “incompatibile con i principi e i valori della comunita’ internazionale” e ha sottolineato che la cooperazione militare tra Russia e Corea del Nord e’ uno sviluppo negativo per la sicurezza nazionale del Giappone. Mori e’ arrivato a Kiev lunedi’, nella prima visita in Ucraina di un presidente della Camera dei rappresentanti giapponese dall’inizio dell’invasione russa su larga scala nel 2022.
Il governo ucraino ha sottolineato la particolare rarita’ di un intervento di un esponente giapponese di cosi’ alto livello davanti al parlamento. L’ultimo viaggio in Ucraina di uno dei principali vertici dello Stato giapponese risale al 2023, quando l’allora prima ministra Fumio Kishida incontro’ il presidente Volodymyr Zelenskyy e lo invito’ al vertice del G7 di Hiroshima. Mori e’ considerato uno dei politici giapponesi di maggiore esperienza per quanto riguarda le questioni ucraine. Fa parte dal 1995 del gruppo parlamentare trasversale Giappone-Ucraina e ne ha ricoperto la presidenza dal 2011 fino a quest’anno.
Tajani, Mosca tenta di condizionare i Paesi europei in vista del voto
“Tutti questi attacchi che fa la Russia sanno molto di avvertimento, è un modo per testare la reazione dell’Occidente e capire cosa facciamo, capire se ci dividiamo, perché quello è l’obiettivo della guerra ibrida della Russia: cercare di condizionare i Paesi europei anche dal punto di vista elettorale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Porta a Porta che andrà in onda stasera, rispondendo a una domanda sull’attacco al treno colpito al confine ucraino-polacco vicino a un altro convoglio che trasportava i consiglieri per la sicurezza nazionale di altri Paesi, compresa l’Italia. “La Russia, attraverso fake news, attraverso un’azione cibernetica, cerca di condizionare la vita democratica nei nostri Paesi. Noi dobbiamo reagire sapendo bene che gli attacchi vanno respinti”, ha aggiunto, sottolineando che “certamente alla Russia non piace l’atteggiamento di fermezza assunto dall’Italia a difesa dell’Ucraina”.
