Attacco a Marsiglia: morte due donne

Nordafricano urla: «Allah Akbar» e poi accoltella due giovani. L'Isis esulta sul web

Francesco De Remigis

Una donna sgozzata, un'altra colpita fatalmente al ventre. Due ragazze di 21 e 30 anni vittime del nuovo terrorismo di matrice islamica, che sempre più spesso sceglie di colpire all'arma bianca. La Francia si riscopre vulnerabile. Ieri, intorno alle 13,45, è la città di Marsiglia a essere attaccata, quando un nordafricano armato di coltello fa irruzione nella stazione principale della città: Saint-Charles. Sembra puntare bersagli civili, si scaglia subito contro due passanti. Le accoltella a morte al grido di «Allah Akbar», prima di puntare la sua arma contro una pattuglia di tre agenti dell'operazione Sentinelle ed essere abbattuto a colpi di arma da fuoco.

I testimoni raccontano dettagliatamente l'azione. Così simile ad altre a cui hanno assistito. La polizia spara, l'uomo cade a terra morto ma ha già ottenuto il suo scopo. Riaprire ferite di una guerra che ogni giorno contrappone prevenzione a minacce dell'Isis. Lo Stato islamico vede la sua forza militare in Irak e Siria indebolirsi. Ma la propaganda web è tutt'oggi galvanizzante per i circa 30mila foreign fighter e per gli islamici che scelgono la rete per indottrinarsi al terrorismo fai-da-te.

In pochi minuti Marsiglia e la Francia intera ripiombano nell'incubo. Stazione chiusa al traffico, passeggeri e passanti al setaccio, evacuazione. Arrivano 200 agenti, ma tutto è già accaduto e i controlli servono solo ad escludere la presenza di complici.

Una telecamera di sorveglianza vicina alla stazione filma l'uomo alle 13,30. È seduto su una panchina. Poi l'azione. Al momento le autorità la considerano isolata, ma la procura antiterrorismo ha immediatamente aperto un'inchiesta senza escludere ipotesi o coinvolgimenti.

Il presidente francese Emmanuel Macron reagisce con 211 caratteri, via Twitter: «Sono profondamente indignato per questo atto barbaro». Messaggio rilanciato dal premier italiano Paolo Gentiloni.

L'assalitore sarebbe un nordafricano tra i 25 e i 30 anni; noto alla polizia francese per possesso di stupefacenti e reati minori, ma non all'antiterrorismo. Non aveva documenti, eppure la cooperazione stavolta sembra aver accelerato la ricostruzione del profilo: sarebbe infatti classificato come delinquente comune anche in diversi Paesi del Maghreb. Avrebbe sette identità diverse e una sola ideologia: quella mortifera dell'Isis precisa una fonte di polizia. Il ministro dell'Interno Gérard Collomb, sul posto, parla di «crimine abietto». Il governo «rende omaggio a tutti coloro ci proteggono ogni giorno, grazie al dispositivo militare Sentinelle», rinnovato lo scorso 14 settembre, si legge in un comunicato dell'esecutivo di Parigi.

Sul web, intanto, una schiera di sostenitori dell'Isis esulta. Poster, foto. Slogan come «occhio per occhio, dente per dente» rimbalzano da un forum all'altro. Una delle immagini fatte circolare ieri mostra soldati francesi a presidio della Tour Eiffel immortalati con un mirino sul volto: bersagli da colpire. Soprattutto, si celebra il nuovo campione del terrore. L'ennesimo ispirato dall'ideologia jihadista in una Francia che da inizio 2015 conta già 239 vittime del terrorismo di matrice islamica. Dell'assalto al settimanale satirico Charlie Hebdo a Parigi, una scia di sangue che pare inarrestabile.