Conti, i richiami Ue spengono l'effetto ripresa

L'Europa ci chiede maggiori impegni sul tema deficit. Ma la decisione slitta a primavera

Roma - Gli italiani dovranno confidare nel solito stellone (sperando che sia più benevolo rispetto alla partita contro la Svezia) se vorranno evitare il solito incremento delle tasse da manovra correttiva nella prossima primavera. La Commissione Ue, infatti, invierà la prossima settimana una lettera al ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, chiedendo chiarimenti ulteriori sulla bozza della legge di Bilancio 2018 e, soprattutto, una precisa assunzione di impegni. Rispetto alla precedente missiva recapitata a ottobre, questa volta lo scostamento misurato da Bruxelles rispetto agli obiettivi di riduzione del deficit sarebbe dello 0,2% del Pil e non dello 0,1. In soldoni si tratta di 3,5 miliardi di euro circa anziché 1,7. Il giudizio definitivo, tuttavia, sarà emesso nel prossimo maggio quando saranno più chiari sia i dati definitivi sui conti pubblici quanto l'effetto a regime della manovra finanziaria.

La parte spiacevole, però, è rappresentata dall'attacco del vicepresidente della Commissione Ue, il «falco» finlandese Jyrki Katainen. «La situazione in Italia non sta migliorando», ha dichiarato aggiungendo che «le previsioni economiche mostrano chiaramente che c'è una deviazione dagli obiettivi di medio termine per quanto riguarda il saldo netto strutturale». Le decisioni saranno assunte la prossima settimana ma, ha rimarcato, «dobbiamo essere onesti e far sapere ai nostri cittadini qual è la situazione» in particolare «nei Paesi in cui ci saranno elezioni». Insomma, l'esecutivo Ue non intende pregiudicare la campagna elettorale, ma ciò non esclude che a primavera arrivi la mazzata.

C'è da temere per le nostre tasche? Al momento, l'unica certezza è che non si possono dormire sonni tranquilli anche se uno spiraglio di luce proviene dai conti nazionali. La stima del Pil nel terzo trimestre, pubblicata ieri dall'Istat, ha evidenziato una crescita dello 0,5% su base trimestrale e dell'1,8% su base annua. Se negli ultimi tre mesi dell'anno la crescita fosse zero, il Pil 2017 aumenterebbe comunque dell'1,5% rispetto all'anno scorso, cioè lo stesso livello previsto dal governo (che però usa i dati grezzi e non quelli destagionalizzati come invece fa l'Istat). Gli analisti ora stimano una crescita annua dell'1,6% che, tuttavia, non basterebbe a evitare la tagliola di Bruxelles.

Dalle previsioni Ue, infatti, risulta che il bilancio in termini strutturali dell'Italia peggiorerà nel 2017 di 0,4 punti di Pil passando da 1,7% nel 2016 al 2,1% calando solo lievemente al 2% nel 2018 e risalendo al 2,4% l'anno successivo. Tutto questo a fronte di un rapporto debito/Pil sempre in area 130 per cento. Ecco perché l'Italia deve sperare in un miracolo per evitare la fastidiosa manovrina (il cui leitmotiv sarebbe il solito aumento della tassazione sulle sigarette e sui giochi). E di miracolo, appunto, si tratterebbe perché la produzione industriale ha segnato una leggera frenata, mentre dall'anno prossimo il calo degli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce porterà con sé un implicito rialzo dei tassi.

«Eravamo fino a tre anni fa in una situazione drammatica con il Pil a -2%, abbiamo riportato il paese a un Pil positivo e nel 2018 raggiungeremo la Germania», ha dichiarato con il solito entusiasmo il leader Pd, Matteo Renzi. «L'ultimo atto del governo Gentiloni si chiude come peggio non si potrebbe», ha commentato il capogruppo di Fi alla Camera, Renato Brunetta, rilevando come «l'eredità di tale scempio la dovranno pagare come sempre gli italiani». E non si tratta solo di una metafora.

Commenti
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centocinque

Mer, 15/11/2017 - 09:29

La maledetta UE questa volta non è nel torto, nonostante il PIL all'1,8 (sai che roba) i conti pubblici peggiorano, la ripresa (Quale?) non è strutturale, ma al traino dell'economia tedesca, quindi l'Italia resta un paese a rischio, con buona pace di gentiloni e compagni di merende.

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Memphis35

Mer, 15/11/2017 - 10:02

"nel 2018 raggiungeremo la Germania". Non dovevamo pure vincere i mondiali di calcio in Russia?

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CONTRO68

Mer, 15/11/2017 - 10:20

Nonostante una tanto imprevista crescita (determinata da una crescita tedesca che ci traina) le valutazioni sulla sostenibilità dei conti pubblici italiani e negativa per cui se consideriamo che per il biennio 2018/19 la crescita è ovunque prevista al ribasso e che l'acquisto di debito pubblico da parte della B.C.E. va verso la sua conclusione la situazione è grave.

Ritratto di CONTRO68

CONTRO68

Mer, 15/11/2017 - 10:23

rettifico non grave ma disperata

Marcello.508

Mer, 15/11/2017 - 10:33

In verità in fatto di crescita siamo sempre agli ultimi posti in Ue e non sfioriamo neanche la media europea. Come dire, fratello Pier Carlo, che le chiacchiere stanno, vista anche la stagione incombente, sotto zero. Ergo tutto slitta in primavera 2018, quando ci sarà il nuovo governo naturalmente (non certo quello attuale)..

nerinaneri

Mer, 15/11/2017 - 10:37

CONTRO68: sai che gli frega a 'sti quattro sdentati quì?...

Marcello.508

Mer, 15/11/2017 - 10:38

Memphis35 - Per raggiungere la Germania (non certo in campo calcistico) dovremmo imbrogliare/barare come e più di loro (vds. nel sito de linkiesta "I cinque trucchi della Merkel per barare sui conti"). Ma la cellulitica amburghese non ama avere concorrenti in questa pratica tutta sua. Mi sembra più che ovvio.

Anonimo (non verificato)

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Contenextus

Mer, 15/11/2017 - 10:40

No, dai. Siamo salvi. W l'italia, w monti, w renzi, w letta, w l'europa. Ce la facciamo. Usciamo dalle secche alla grande. Basta che lo stato spenda di più. E per poterlo fare si indebiti di più. E per tamponare il debito e la spesa corrente, che emetta più titoli e aumenti le tasse. E per ridurre il peso del debito, che inneschi fraudolentemente inflazione, che significa ridurre il potere d'acquisto del denaro con cui campa la gente. Questo è buon governo. Ce la si fa di sicuro.

jaguar

Mer, 15/11/2017 - 10:53

Si vuole evitare la fastidiosa manovrina riparatrice? Basta togliere i 5 miliardi destinati al mantenimento dei migranti.

Vigar

Mer, 15/11/2017 - 11:04

Certo tuttto slitta a primavera, col nuovo governo, dato ormai per certo che quello attuale sarà totalmente asfaltato. La sinistra, in tutte le sue "forme", non ha capito di aver definitivamente legato il suo destino alla sua posizione sui migranti, posizione che costituirà, senza alcun dubbio,il suo clamoroso suicidio politico.

PDA

Mer, 15/11/2017 - 12:56

Purtroppo ormai é un obbligo ridurre a zero il deficit, soltanto che fare previsioni su stime é molto aleatorio da parte dell'Italia ma anche il giudizio della UE non puo' essere certo definitivo. Si deve aspettare i dati definitivi del 2017 e questi non saranno disponibili prima di marzo 2018. Per questo entrambi hanno torto o ragione.