Grenfell Tower, soccorsi sotto accusa

Fatale l'ordine di restare nell'edificio: nel rogo morirono 72 persone

Federico Malerba

I pannelli a basso costo con cui fu rivestita la Grenfell Tower, un grattacielo considerato antiestetico nell'esclusivo quartiere di Notting Hill, erano infiammabili. Le porte anti-incendio non erano resistenti al fuoco. Il sistema d'allarme per il fumo era rotto, così come diversi ascensori. Le tubature non consentirono di utilizzare l'acqua corrente per spegnere il rogo costringendo i pompieri a utilizzare solo quella delle autobotti. Ma anche la macchina dei soccorsi fu tutt'altro che impeccabile.

A stabilirlo è il rapporto redatto da Bre group, un gruppo di ricercatori e ingegneri a cui la Met Police di Londra aveva chiesto una consulenza tecnica parere nell'ambito delle indagini sull'incendio che il 14 giugno del 2017 costò la vita a 71 persone, tra cui la coppia di fidanzatini italiani Gloria Trevisan e Marco Gottardi che si erano trasferiti lì da appena due mesi. Oltre ai costruttori dell'edificio e al comune di Kensington, che lo gestiva mettendolo a disposizione dei meno abbienti a prezzi ribassati, sono dunque finiti sotto accusa anche i vigili del fuoco. I quali nella prima mezz'ora dell'incendio (fra la mezzanotte e 54 minuti e l'1 e 26 minuti) dissero agli inquilini di rimanere all'interno dei loro appartamenti perdendo tempo prezioso. Risulta infatti che l'ordine di evacuazione fu dato solo alle 2 e 47 quando le scale erano già invase dal fumo e da molti piani era ormai impossibile scappare: in sostanza fu sopravvalutata la tenuta delle porte ignifughe.

Ieri, durante una delle prime udienze della commissione d'inchiesta creata dal primo ministro Theresa May (che ha iniziato i lavori da poco più di una settimana) sono state mostrate per la prima volta le foto dell'appartamento numero 16 da cui partì l'incendio: si vede lo scheletro del frigorifero che - andando in corto circuito - fece scaturire la prima scintilla, ma anche un tostapane, un forno a microonde, la lavatrice, il lavandino e la finestra: tutto carbonizzato o deformato dall'ondata di calore.

L'inchiesta si è aperta con le toccanti testimonianze dei sopravvissuti: hanno raccontato di come sono riusciti ad abbandonare il grattacielo, spesso senza riuscire a salvare i loro familiari. Attualmente quel che resta della Grenfell Tower è coperto da un telone bianco in attesa della demolizione che potrà avvenire solo quando tutte le indagini saranno concluse. Ma neanche quella potrà cancellare il ricordo dei sopravvissuti, che a un anno di distanza ancora stanno facendo i conti con i fantasmi di quella notte: secondo l'associazione Silence of Suicide, infatti, da allora circa 20 di loro hanno tentato di togliersi la vita.