Di fronte all’escalation di violenze e alle difficoltà del mantenimento dell’ordine pubblico registrati durante gli ultimi scontri di piazza, l’esecutivo francese ha deciso di cambiare rotta. Per il 24 ottobre, annunciato come “Atto II”, il governo guidato dal presidente Emmanuel Macron ha deciso di schierare l’esercito nelle strade: i soldati dell’operazione Sentinelle scenderanno in strada e, al loro fianco, entreranno in azione le teste di cuoio e i corpi speciali della polizia e della gendarmeria.
L’annuncio ufficiale è arrivato direttamente dall’aula dell’Assemblea Nazionale dal ministro dell’Interno, Laurent Nuñez e il piano prevede un vero e proprio “effetto sostituzione”: i militari dell’esercito verranno impiegati per la vigilanza statica degli obiettivi sensibili e dei palazzi del potere. In questo modo si libereranno centinaia di agenti di polizia e gendarmi, che potranno essere usati sul fronte caldo dei cortei per compiti specificamente legati al mantenimento dell’ordine pubblico. Le unità d’élite come la Bri, il Raid e il Gign affiancheranno i reparti ordinari, supportate da elicotteri di monitoraggio dall’alto, dai blindati veloci Centaure e dai mezzi idranti ad alta pressione. Parallelamente, il ministero sta valutando il divieto preventivo per tutte le manifestazioni non preavvisate o ritenute a rischio alto, qualora gli organizzatori non diano garanzie sul servizio d’ordine.
L’obiettivo finale dichiarato da Laurent Nuñez è “avere una dottrina più incentrata sulla reattività e sulla mobilità per andare a cercare questi gruppi sparsi che sono estremamente mobili”. All’Assemblea Nazionale, anche il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha confermato un piano “massiccio” per sabato 24 ottobre, riconoscendo criticamente che la risposta precedente era stata “troppo statica e non abbastanza mobile”. Da parte sua, Nuñez ha promesso fermezza nell’emiciclo: “Sabato prossimo e nei giorni a venire, sarò io al comando e contate sulla mia fermezza, non devo più dimostrarla, saremo pronti”.
La Francia ha fatto quanto veniva ipotizzato in Italia, mentre la sinistra sbraitava contro una ipotetica dittatura. Mentre oltreconfine i sindaci di metropoli come Marsiglia e Lione attaccano la gestione dell’ordine pubblico dichiarando che “siamo la vergogna d’Europa”, in Italia la vicenda francese diventa così lo specchio di un interrogativo aperto su fino a che punto ci si possa spingere nell’uso dell’esercito senza intaccare l’equilibrio della piazza democratica.
