O'Rourke, l'Obama bianco lancia la sua sfida a Trump

Il texano, non troppo a sinistra, si candida alle primarie dem dopo il braccio di ferro sul muro

New York Il cowboy democratico Beto O'Rourke si propone come il volto nuovo, non troppo a sinistra, in grado di far capitolare il presidente degli Stati Uniti e conquistare la Casa Bianca. Con i suoi 46 anni, nonostante la sconfitta contro Ted Cruz nella corsa per il seggio del Texas in Senato, è l'astro nascente del partito che potrebbe rappresentare il riscatto dopo la debacle del 2016. E dall'Iowa, lo stato che apre la stagione delle primarie, lancia la sua sfida a Donald Trump: scendo in campo perché gli Usa sono in pericolo, le elezioni sono il «momento cruciale per la verità nel Paese». «Sarà una campagna positiva che cercherà di far emerge il meglio di ognuno di noi, e cercherà di unire un Paese diviso», continua, sciogliendo le riserve su una decisione che era nell'aria da tempo, ma su cui aveva sinora temporeggiato.

O'Rourke è nativo di El Paso, cittadina texana di frontiera da dove partirebbe il muro di Trump. E proprio a El Paso è già andato in scena il mese scorso il primo duello tra lui e il tycoon. Uno scontro a meno di un km di distanza, in particolare sull'agognato muro anti-clandestini che il Commander in Chief vuole al confine, fondamentale a suo parere per proteggere l'America. Mentre O'Rourke, in quell'occasione, lo ha accusato di voler seminare solo «paura e paranoia», diffondendo «bugie e falsità» su quello che veramente accade al confine. «Sono soddisfatto di quello che El Paso ha fatto e di quello che rappresenta - afferma ora - Questa è buona parte del perché mi candido. La città è il miglior esempio di questo paese al suo meglio».

La svolta sulla sua discesa in campo è arrivata poco prima della trasferta in Iowa e della copertina di Vanity Fair. Al magazine, insieme alla moglie Amy, ha raccontato le emozioni che si provano durante una campagna elettorale, ma anche le incertezze che ha avuto nel prendere una decisione basata sui suoi sentimenti e le esitazioni della sua famiglia. Oltre ad ammettere come uno dei suoi problemi sia l'essere uomo e bianco in un partito che cerca la diversità. Ma è anche vero che O'Rourke, negli ultimi mesi, è diventato uno dei personaggi più popolari della politica americana. È l'outsider imprevedibile e fuori dagli schemi in un partito che vede già candidati alle presidenziali big come i senatori Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, in vista il prossimo mese della mossa più attesa: la candidatura dell'ex vicepresidente Joe Biden, considerato il superfavorito dell'Asinello. Pur se Beto non ha l'esperienza e la potente organizzazione dei suoi avversari dem, dalla sua ha l'età e la capacità di entrare in sintonia con gli elettori più giovani, e quella base del partito sfiduciata e demotivata. Oltre al carisma, che a molti ricorda la figura di Barack Obama, tanto da valergli il soprannome de «l'Obama bianco». E l'ex presidente, che lo ha incontrato a dicembre, di lui ha detto: «Mi piace, perché basa le sue posizioni su quello in cui crede, non sui sondaggi».