Renzi e Poletti «ghigliottinati» al G7

Alla Reggia di Venaria la protesta choc dei centri sociali che decapitano due manichini

Nadia Muratore

Torino Al grido «Ghigliottina a chi affama il popolo», due pupazzi con le maschere dell'ex premier Matteo Renzi e il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti sono stati decapitati. Un'esecuzione pubblica di protesta estremamente scioccante per i molti turisti che affollavano la Reggia di Venaria a Torino, dove nei prossimi giorni si svolgerà il meeting del G7. Un'azione rivendicata da «Reset G7», sigla che raccoglie la galassia dei contestatori. La rete antagonista si incontrerà a Torino per protestare contro il summit dei ministri di Italia, Francia, Germania, Usa, Canada, Giappone e Regno Unito, durante il quale si parlerà di industria, lavoro, scienza e ricerca. Per il 29 settembre sono previsti oltre 1500 contestatori che dovrebbero incontrarsi per un contro-vertice, ed è già scattata l'allerta sicurezza. Il momento di maggior tensione è atteso proprio per i cortei del 29 settembre, quando sfileranno studenti e Cobas e il 30 settembre quando ai cortei parteciperanno tutti i contestatori.

In questi giorni sono attesi a Torino manifestanti da ogni parte d'Italia, che tenteranno di espugnare la zona rossa in si svolgono gli incontri politici. E con la decapitazione si Renzi e Poletti, i contestatori hanno evidentemente voluto dare un assaggio del clima di tensione nel quale si svolgeranno proteste, cortei e contro vertici. Durante l'«esecuzione» Renzi è stato definito «il presidente dei presidenti» e, contro di lui più volte i manifestanti hanno gridato: «Hai le ore contate», mentre il ministro Poletti è nel mirino degli antagonisti per le riforme del welfare, dal Jobs Act ale nuove regole per i pensionamenti. Dai No Tav, alle minacce ai giudici, fino ad arrivare alle proteste appena iniziate contro il summit dei potenti della terra, la città operaia capoluogo del Piemonte conferma di essere un centro strategico per gli anarchici, sostenuto anche da un feeling nemmeno tanto nascosto con il Movimento 5 Stelle, che nella città sabauda ha conquistato la poltrona da sindaco. E che Chiara Appendino strizzi l'occhio ai contestatori lo conferma anche Stefano Lo Russo, capogruppo del Pd in Comune a Torino, che sul suo profilo Facebook, commenta: «Ma che belle personcine. Domani chiederemo alla sindaca di dare comunicazioni in Consiglio comunale su cosa sta succedendo e di dissociarsi pubblicamente e con forza da questi teppisti con cui il suo vice Guido Montanari dice addirittura di voler sfilare alle manifestazioni contro il G7».

L'allarme che arriva dal Piemonte, con gli anarchici si preparano a mettere a ferro e fuoco la Venaria Reale di Torino, non sembra interessare né il governo né tantomeno la maggioranza, concentrata sulla proposta di legge del deputato del Pd Emanuele Fiano, che rende reato l'apologia e la propaganda fatta tramite i simboli del fascismo e che ora dovrà passare al Senato per l'approvazione definitiva. Il rischio è che i centri sociali si scaglino con chi finora li ha coccolati.