Salvini vuole Commissione Ue. E il M5S adesso va a rimorchio

Il leghista punta all'Europa. Il M5S pensa a una alleanza "di centro" dei partiti mai entrati a Strasburgo. Il pentastellato Valli: "Se fallisce, le forze di destra di Matteo Salvini e Marine Le Pen diventerebbero la nostra opzione"

Matteo Salvini ci sta pensando davvero. Con il sostegno di The Movement di Steve Bannon, dopo l'accordo già trovato con Orban e Marine Le Pen ora il prossimo passo del ministro dell'Interno potrebbe davvero essere la poltrona più alta d'Europa. Solo un sogno? Soltanto una suggesione? Forse, ma dopo aver lanciato il sasso adesso il leader della Lega potrebbe veramente osare il colpo.

A confermarlo in fondo è il suo braccio destro e collega in consiglio dei ministri, Lorenzo Fontana. Il titolare del dicastero per la Famiglia e la Disabilità, infatti, al Corriere ha spiegato che 2in febbraio, al più tardi a marzo, ci sarà una grande convention dei partiti identitari di tutta Europa". L'obiettivo sarà quello di "presentare alcuni punti di programma in comune. E magari Matteo Salvini come candidato di tutti alla presidenza della Commissione".

Non è un mistero che Lega e Cinque Stelle guardino con molta attenzione alle elezioni Ue del prossimo anno. Durante la "crisi della manina" sulla manovra, alcuni retroscena parlavano di un Salvini pronto a tenere duro "almeno fino alle europee". Anche Di Maio sa che quello sarà un appuntamento cruciale: la sfida a Bruxelles sulla legge di Bilancio, la bocciatura (che sarà formalizzata oggi) e la volontà di tirare dritto nonostante le missive dei vari Moscovici fanno pare anche di una strategia elettorale di medio raggio che permetta ai due partiti di governo di presentarsi come alternativa alle burocrazie europee. "Se l'alleanza sovranista vincesse, cambierebbe finalmente i trattati", assicura Fontana.

La differenza tra Lega e M5S è sulla strategia. Mentre Salvini sembra aver già trovato alleati di peso (o comunque quasi certi di avere eletti all'Europarlamento), lo stesso non può dirsi per Luigino. Il suo sogno sembra quello di accorpare intorno al Movimento partiti mai entrati all'Europarlamento, tipo i finlandesti di Muutos. Il problema però è proprio questo: potrebbero alla fine non eleggere nessuno. A confermarlo alla Stampa è Andrea Valli (M5S): "Se non eleggeranno nessuno - spiega - il nostro progetto si sgretolerà". Anche perché i Verdi non sono una opzione perché "poco coerenti e finanziati da Soros". Lo stesso si può dire per l'Alde che "detta condizioni capestro" e certo non si può guardare a En Marche di Macron dopo gli scontri tra governo italiano e francese. Ci sarebbe Varoufakis ma, dice Valli, "si fa pagare 50mila euro a conferenza". E non va bene.

Se il progetto si "sgretolerà", dunque, cosa faranno dalle parti del Movimento. Per Valli l'ultima scialuppa di salvataggio sarebbe la Lega. "Le forze di destra di Matteo Salvini e Marine Le Pen - afferma - diventerebbero la nostra opzione". Poco dopo l'uscita dell'intervista all'europarlamentare pentastellato, il M5S si è affrettato a smentire "piani b" e accordi con i sovranisti. Ma il Movimento non potrà certo rimanere senza gruppo a Strasburgo(o addio ai fondi). Dunque forse il "male minore"...

Commenti

VittorioMar

Mar, 23/10/2018 - 11:46

...DATEGLI TEMPO e...se sostenuti anche da FORZE esterne alla UE ..il GIOCO POTREBBE RIUSCIRE ...!!