"Sentimento eterno? Una magia che resiste nonostante i vip"

Il sociologo: «Il vero amore è raro e dura Le altre chiamiamole soltanto sbandate»

Forse è troppo. Ma forse no. L'amore senza fine: potrebbe andare bene per il titolo di un film, ma la vita reale, a giudizio di molti, è un'altra cosa. Troppi gli scogli attraverso cui deve passare la relazione fra un uomo e una donna.

Poi però capita di leggere parole come quelle scritte dal professor Francesco Forte in morte dell'amatissima moglie e di nuovo ritorna a balenare quella formula quasi magica: per sempre. Un privilegio di pochi o una meta per tutti? «La cosa fondamentale - risponde Francesco Alberoni, forse il più famoso sociologo italiano- è chiamare le cose con il loro nome».

Oggi gli uomini bruciano gli amori uno dietro l' altro. Dobbiamo cambiare il lessico per adeguarlo ai tempi nuovi?

«No, però non chiamiamo amore quel che amore non è».

E di che cosa parliamo?

«I giovani si piacciono, si infatuano o magari vivono un'avventura».

E si innamorano cinque, dieci volte nella vita.

«Ecco, vede, gli innamoramenti seriali non esistono. Ci può essere una sbandata, un'attrazione, ma l'innamoramento e l'amore sono merce rara nella vita. E sa come lo si capisce?»

Come?

«Diventare vecchi vuol dire diventare essenziali».

D'accordo, ma che c'entra?

«C'entra eccome. Col passare degli anni diventa evidente che i rapporti fondamentali, quelli che segnano una persona, sono pochissimi. Uno, due, tre al massimo».

Quelli sono gli amori veri?

«Certo. Paragonabili per rilevanza ai rapporti con i figli, quelli che citiamo subito se tentiamo un bilancio delle nostre esistenze».

Amori preceduti da innamoramento?

«Si. Prima, di solito, c'è quello sconvolgimento che imprigioniamo dentro quella parola».

Il resto?

«Sentimenti. Vibrazioni. Emozioni. Ma l'amore ha un altro spessore, è un legame profondo, incide dentro la vita di una persona».

Ma come mai oggi è tutto più difficile?

«Attenzione: noi siamo condizionati dagli uomini dello spettacolo che hanno sempre avuto un'esistenza disordinata, dai divi, dai ricchi che si sposano 18 volte».

Gli altri non se lo possono permettere?

«Al contrario. La vita è fatta per vivere amori duraturi, amori che abbracciano la drammaticità dell'esperienza, amori che contengono tutto il ribollire delle nostre storie: ripensamenti, dilemmi, tradimenti, momenti alti e bassi».

Amori eterni?

«L'aggettivo eterno mi mette a disagio perché tutto ha un inizio e una fine».

Insomma, lei non crede agli amori usa e getta, ma osserva con scetticismo pure le coppie che si giurano eterna fedeltà?

«Questi amori forti, queste passioni senza tempo possono pure esserci. Qualche volta».

Altrimenti?

«È più facile che nella vita si consumino due o tre grandi amori. A distanza di anni l'uno dall'altro. Io ho studiato e indagato il fenomeno per tutta la vita e su questo tema ho scritto il mio testo più noto: «Innamoramento e amore». Poi ho realizzato tanti altri libri, il prossimo si chiama «L'amore e gli amori, girando intorno a questi concetti».

Ammetterà che oggi siamo meno capaci di accompagnare l' altro finché morte non ci separi.

«Non sono d accordo».

Scusi, le rotture non sono all'ordine del giorno in tutte le famiglie...

«Vero, ma non sono amori. E poi la vita si è allungata».

E allora?

«Un tempo la donna si fidanzava a 18 anni, a 24 anni si sposava, a 30 magari moriva di parto. Oggi arriviamo a 80-90 anni e c'è il tempo per avere due o tre partner, non uno solo come in passato».

Amori veri?

«Certo. Amori profondi, amori che piantano radici solide, amori che si trasformano in sodalizi. Amori che lasciano ricordi e nostalgia».

Ma amori che finiscono?

«Si, perché quelle relazioni fondamentali di solito hanno una conclusione naturale e allora c'è spazio per un altro innamoramento, per un altro amore, per un altro incontro».

Ma chi promette baci e carezze per sempre è un bugiardo?

«No, ci può essere anche l' amore senza vincoli temporali, ma è raro. Più facile coltivare un'amicizia per sempre, più realistico volere bene per tutta la vita».

Un'ultima questione: ci può essere amore senza virtù?

«No, l'amore richiede trasparenza, lealtà, onestà. L'amore è una costruzione virtuosa. Di più senza queste qualità tutti i rapporti si sgretolano: quelli fra marito e moglie, ma anche fra padre e figlio o fra due fratelli. Senza virtù non si va da nessuna parte».

Commenti
Ritratto di Giano

Giano

Sab, 28/01/2017 - 16:06

Boh...