Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 14:45
Politica estera

Altri guai per Sanchez: rinviata a giudizio la moglie. Il governo spagnolo: “Persecuzione e accanimento”

Begona Gomez accusata di traffico di influenze e malversazione. Protesta la Moncloa

Salis esulta: "Ciao Orbán". Ma non si farà processare

Il giudice per le indagini preliminari Juan Carlos Peinado ha disposto oggi l’apertura de lprocesso con giuria popolare nei confronti di Begona Gomez, moglie del presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez, per i presunti reati di traffico di influenze e malversazione. Alla sbarra anche la sua assistente presso la Moncloa, Cristina Alvarez, per malversazione. Il procedimento passa ora alla Audiencia Provincia di Madrid, che dovrà fissare la data dell’udienza.

La decisione arriva dopo oltre due anni di istruttoria, avviata nell’aprile 2024 a seguito di una denuncia del sedicente sindacato Manos Limpias. In origine l’indagine riguardava quattro ipotesi di reato, ma nel luglio scorso l’Audiencia Provincial aveva escluso la corruzione negli affari e l’appropriazione indebita, lasciando in piedi le accuse di traffico di influenze e malversazione.

Nella nuova ordinanza, citata dai media iberici fra cui ElPais, Peinado respinge anche l’eccezione della difesa di Gomez sull’invalidità dell’accusa popolare - diversa dalla parte civile e prevista dal codice di procedura penale spagnolo -guidata dall’associazione ultraconservatrice Hazte Oir. La difesa aveva sostenuto che l’impianto accusatorio - che riguarda tra l’altro l’attività svolta dalla ‘primera dama’ nell’ambito della cattedra codiretta all’Università Complutense di Madrid e le attività della sua assistente alla Moncloa - presentava “gravi difetti” e vizi “insanabili”, chiedendone l’archiviazione. Hazte Oir sollecita invece per Gomez una condanna a 13 anni dicarcere e a sei per Alvarez.

Una decisione che il governo spagnolo considera l’ultimo episodio di una “persecuzione politica” e di una campagna di “accanimento” e “disumanizzazione” contro la consorte del capo dell’esecutivo progressista. Fonti della Moncloa condannano la decisione del giudice e sostengono che nel corso dell’istruttoria, durata oltre due anni, sia rimasta “chiara e dimostrata” l’innocenza di Gómez che, secondo l’esecutivo, “sarà dimostrata anche al processo”.

La ‘primera dama’ è stata rinviata a giudizio per presunto traffico di influenze e malversazione davanti a una giuria popolare. Secondo l’accusa, avrebbe tratto beneficio dalla sua posizione di consorte di Sánchez, divenuto premier nel 2018, per utilizzare la sua influenza al fine di ottenere la codirezione di una cattedra di master presso l’Università Complutense di Madrid, impiegando la sua assistente alla Moncloa, Cristina Álvarez, in compiti non strettamente legati alla gestione della sua agenda. Quest’ultima è stata a sua volta rinviata a giudizio come cooperatrice necessaria del presunto reato di malversazione. “Manteniamo la nostra piena fiducia in una giuria equanime e che faccia giustizia”, segnalano negli ambienti del presidente del governo.

La Moncloa contesta inoltre la scelta della data per il rinvio a giudizio: “È intollerabile che, ancora una volta, un provvedimento di questa causa venga notificato prima ai media che ai diretti interessati e in coincidenza con un viaggio internazionale del presidente del governo”, affermano le fonti, in relazione alla imminente missione di Sánchez all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il governo parla di un’istruttoria “arbitraria e ingiusta”, ritenendo “incontestabile l’intenzione politica, l’intimidazione e la disumanizzazione che l’hanno caratterizzata”.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.