Sfida in fabbrica tra Macron e Le Pen

I due rivali alla Whirlpool minacciata di chiusura. Gli operai fischiano il favorito

A dieci giorni dal decisivo ballottaggio per l'Eliseo, Marine Le Pen non tralascia nulla per ridurre il distacco che concordi sondaggi rilevano tra lei e il favorito Emmanuel Macron. Ieri la battaglia tra i due rivali si è svolta anche personalmente nello stesso luogo: lo stabilimento della Whirlpool di Amiens. In questa città settentrionale Macron è nato e ha conosciuto la futura moglie Brigitte. Ma al di là dell'aspetto simbolico e sentimentale, Amiens è al centro di una regione molto contesa, che vale un milione di voti. E quanto ieri vi è accaduto dà indicazioni estremamente interessanti su questa campagna elettorale. E in particolare sugli stili profondamente diversi dei due candidati: razionale e non disposto a fare promesse mirabolanti Macron, fedele al suo cliché populista nei toni e nei contenuti la Le Pen.

Ecco in sintesi cos'è successo ieri ad Amiens: consapevole dell'importanza di non apparire troppo sicuro di avere la vittoria finale già in tasca, Macron ha deciso di recarsi alla Whirlpool per affrontare con i responsabili e le maestranze la delicata questione della crisi della grande fabbrica che rischia la chiusura e la delocalizzazione in Polonia. Informata del programma del suo avversario, la Le Pen si è a sua volta presentata alla Whirlpool e con un'abile mossa a effetto ha scelto di incontrare direttamente gli operai, proprio mentre Macron era a colloquio a porte chiuse con i delegati dei lavoratori alla Camera di commercio locale.

La candidata del Front National, appena giunta in fabbrica, ha dichiarato «sono dove devo essere, in mezzo agli operai» e ha accusato il suo avversario di stare «dalla parte dell'oligarchia e della Confindustria», riprendendo le allusioni già fatte domenica sera quando Macron ha festeggiato il successo ottenuto nel primo turno in un locale elegante del centro di Parigi. Uscito dall'incontro con i sindacalisti, l'ex ministro dell'Economia ha accusato la Le Pen di facile demagogia: «Abbiamo discusso nel dettaglio per un'ora della situazione. Le Pen fa della strumentalizzazione politica, arringando gli operai in un parcheggio: non sa come funzionano queste cose, così il problema Whirpool non verrà risolto».

Macron si è poi a sua volta recato a incontrare gli operai, molti dei quali sono elettori lepenisti. Il candidato di «En Marche!» ha usato toni molto diversi da quelli di «BleuMarine»: «La risposta a ciò che vi succede non è fermare la globalizzazione o chiudere le frontiere. Quelli che ve lo dicono, mentono. Non vi faccio promesse fatte d'aria - ha proseguito -, vi dico solo: la soluzione in Francia richiederà tempo. E tornerò qui per renderne conto». Le parole di Macron non sembrano però aver convinto gli operai, la maggior parte dei quali lo ha fischiato inneggiando a «Marine presidente». La strada per l'Eliseo è ancora lunga.

Commenti

Algenor

Gio, 27/04/2017 - 12:02

La soluzione sono dazi al 100% sui prodotti delle aziende che delocalizzano all'estero oppure il divieto di importare i prodotti degli stabilimenti delocalizzati. Vedi come gli passa la voglia di delocalizzare.

Fjr

Gio, 27/04/2017 - 17:04

Macron se ne è lavate le mani nel vero senso della parola,basta vedere il video dopo aver incontrato la delegazione degli operai whirlpool, col fazzoletto a pulire le mani come se fossero degli appestati bel modo di essere presidente del popolo