Che horror la bella Lawrence Ma lei: «Un film coraggioso»

L'attrice non convince nell'impegnativo «mother!» «Ho provato per mesi, è stato il mio ruolo più difficile»

Dal nostro inviato

Battibeccano come una coppia che sta insieme da tanti anni, mentre è solo da qualche mese. «Stai zitto un momento, fammi finire», dice sorridendo Jennifer Lawrence (premio Oscar nel 2013 per Il lato positivo a soli 22 anni) al suo regista e compagno Darren Aronofsky che l'ha interrotta durante la conferenza di stampa di mother!, uno dei titoli più attesi del concorso di Venezia 74. Ma l'accoglienza riservata al nuovo film del regista di The Wrestler (Leone d'oro nel 2008 qui a Venezia) e Il cigno nero nelle due proiezioni per la stampa è passata da pochi applausi e un diluvio di fischi della prima, agli improperi urlati verso lo schermo sui titoli di coda nella seconda.

Difficile infatti difendere un film che inizia guardando al capolavoro un po' thriller un po' horror di Roman Polanski Rosemary's Baby, per le atmosfere cupe e malate che incombono sulla gravidanza della protagonista Jennifer Lawrence nella grande casa di campagna (unico set claustrofobico di tutto il film), ma finisce con la riflessione new age debitrice delle ultime due, non riuscite, opere del regista, The Fountain - L'albero della vita e Noah. Il marito della protagonista, interpretato da Javier Bardem, è un famoso scrittore ora in crisi artistica. L'arrivo nella casa di due sconosciuti (gli attori Ed Harris e Michelle Pfeiffer) e la successiva gravidanza della moglie regalerà all'uomo nuova linfa creativa, ma darà anche la stura a tutta una serie di incredibili eventi che nella serrata accumulazione finale risultano anche ridicoli. Una critica che sembra non toccare il regista che dice di aver scritto il film in soli 5 giorni (no battute please!): «Ci saranno sempre persone che non vorranno fare questa esperienza cinematografica. In effetti questo percorso di montagne russe uno deve essere disposto a farlo». Gli fa eco l'attrice più pagata al mondo (dopo la saga di Hunger Games): «Il film ha milioni di sfaccettature. È un'esplosione, un turbinio. C'è sicuramente un momento in questo film dove qualcuno dirà: Darren, stai andando troppo lontano. Quando ho letto la sceneggiatura ho pensato che questo ragazzo fosse pazzo. Ma ora so che ha avuto ragione a fare tutto questo percorso senza paura. Per quanto mi riguarda ho cercato la verità del personaggio dentro di me. Poi, il tanto tempo dentro quella casa ha creato un'inquietante connessione tra di noi che è cresciuta fino alla fine».

Certo rispetto alle eroine dei film passati qui Jennifer Lawrence interpreta il ruolo di una donna molto accondiscendente verso il marito: «Un artista ha sempre bisogno di una musa. Finché l'universo si espande, gli uomini utilizzeranno le donne. Però in effetti grazie a questo film ho scoperto un altro lato della mia personalità che non sapevo di avere. Merito forse dei tre mesi di prove piuttosto rigorose. Questo processo sul set è stata la cosa più difficile da affrontare che mi sia mai capitata».

A un'altra lettura mother! potrebbe anche essere visto come l'8 e 1/2 di Aronofsky, proprio per il discorso sulla difficoltà del processo creativo. A questo si aggiunge il fatto che, quando centinaia di ammiratori dello scrittore irrompono nella casa, la riflessione si estende alla società dello spettacolo. Ossia al rapporto con i fan che per Jennifer Lawrence sembra essere quasi idilliaco: «Partiamo da una considerazione, se loro non ci fossero non potrei fare quello che faccio e non sarei di nessuna utilità nella società. Poi certo, nel film quell'umanità è insaziabile e anche nella realtà è importante avere dei limiti. In certi casi dico di no. Alla fine però ricompare subito il mio ego che è anch'esso insaziabile e mi pento». Anche se poi, in conferenza stampa, è scappata dall'assedio dei fan...

L'attrice, originaria del Kentucky, ha appena finito di girare un film di spionaggio tra Cia e Kgb, Red Sparrow di Francis Lawrence, e rivela che finalmente farà il progetto di cui si parla da tempo sulla storia di due sorelle con la sua migliore amica Amy Schumer, con cui sta scrivendo anche la sceneggiatura.