Il Palermo evita la penalizzazione, il direttore Foschi: "Ho salvato il club da tre delinquenti"

Il Palermo evita il fallimento e la penalizzazione in campionato. Raggiunto nella notte un accordo di sponsorizzazione con la Damir che permette al club di evitare la penalizzazione per il mancato pagamento degli stipendi. Un investimento da 2,8 milioni di euro a fronte di una gestione della pubblicità e del marketing per i prossimi quattro anni. Ora che la grande paura è passata, il direttore dell'area tecnica - che nel frattempo è diventato presidente del Palermo - Rino Foschi ha sparato a zero sulla proprietà inglese raccontando importanti retroscena della gestione degli speculatori inglesi. "Quando Zamparini ha ceduto - racconta Foschi -, è iniziato il dramma e me ne sono accorto sin dal primo giorno. Questo gruppo inglese ha fatto per due mesi solo danni. Sono stato licenziato, allontanato, poi licenziato, riassunto, e ancora, licenziato. Hanno bloccato giocatori importanti che erano nel mio progetto, hanno preso giocatori che non servivano alla causa, si sono impossessati della squadra e hanno fatto quello che volevano. Al punto che dopo la partita di Perugia sono riuscito a riprendere il Palermo riprendendomi le quote".
Una cessione, quella di fine novembre tra Zamparini e la Sport Capital Group, che aveva molte ombre e poche luci: dall'acquisto del club a dieci euro alla difficoltà da parte dei nuovi proprietari di adempiere alle scadenze. "Questi signori prima di andarsene - dice Foschi - mi hanno mandato la nota spese, quella dei rimborsi e i costi di gestione che avrebbero sostenuto in questi mesi. Hanno presentato un conto pari a un milione di euro. Holdsworth (il direttore sportivo, ndr) ha mandato 140 mila euro di spese. Richardson (l'ex presidente, ndr) una nota di 800 mila euro. Facile (l'ex amministratore delegato, ndr) ha girato per due mesi a caccia dei soldi e nessuno gli ha dato neanche un euro". Importanti retroscena sulla gestione societaria della proprietà inglese vengono raccontati proprio da Foschi che racconta come si è ripreso le quote azionarie del club. "Ho ripreso le quote del Palermo di prepotenza. Era scaduto il tempo massimo e non avevano fatto ancora nulla. Avevano messo sul mercato 15 milioni di obbligazioni, era carta straccia e anche per questo potevano essere arrestati. Sono delinquenti".
A salvare la squadra dal fallimento è stata la Damir, un'agenzia pubblicitaria che ha stretto un accordo con il club per la sponsorizzazione allo stadio Barbera. "La famiglia Mirri si è fatta avanti come tifosa del Palermo - prosegue Foschi - e la ringrazierò sempre per l'atto di amore che ha fatto per la città. Ha preso 4 anni di pubblicità, chi verrà dopo di noi potrà liberamente continuare o interrompere il contratto".
Il passato comunque non conta più. Spazzati gli inglesi per inadempienze contrattuali, Foschi spiega anche la posizione dell'ex patron Maurizio Zamparini, agli arresti domiciliari. "Zamparini, per quanto bene ha fatto, ha avuto un finale particolare, che deriva da problemi diversi, non solo legati al Palermo. Ma adesso non c'entra più nulla col Palermo".
Adesso che è stata scongiurata la penalizzazione, bisogna pensare al futuro. Le prossime scadenze sono previste per il 16 marzo: termine ultimo per pagare gli stipendi di gennaio e febbraio. Nel frattempo la società è ancora in vendita e Foschi è a caccia di nuovi investitori, ma senza gli inglesi, che a fronte di 10 euro spesi per il club hanno provato a vendere la società a 1,2 milioni di euro, tutto sembra più facile. Sul Palermo ci sarebbero due grossi gruppi finanziari pronti ad acquistare la società di viale del fante.