Pennetta con la Vinci Italia mai così grande nei tornei dello slam

Per la prima volta due azzurre insieme in semifinale Flavia piega la Kvitova. Una doppietta made in Puglia

Per la Pennetta sono quarti agli Us Open di New York

C'era una volta in America il tennis azzurro alla conquista dello US Open. A New York Roberta Vinci e Flavia Pennetta raggiungono un traguardo storico, accedendo entrambe alla semifinale di un torneo dello Slam, come mai era avvenuto nella storia di questa disciplina a tenniste nostrane (seconda volta se si considerano Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola al Roland Garros del 1960).

Un risultato da sogno per le due ragazze del Sud, Flavia da Brindisi e Roberta da Taranto, a cui ora spetta il compito più difficile: impedire a Serena Williams di completare il Grand Slam.

Sui campi di Flushing Meadows toccherà alla Vinci affrontare l'americana in semifinale, la prima in carriera e raggiunta alla veneranda età di 32 anni dopo un passato glorioso da doppista con l'amica Sara Errani (tra il 2012 e il '14 hanno vinto cinque Slam). Tuttavia a inizio anno, la rottura inspiegabile del sodalizio. Una decisione che aveva lasciato di stucco gli addetti ai lavori: i risultati, però, danno ragione alla tarantina, che al 44esimo tentativo è riuscita a raggiungere il penultimo turno di uno dei quattro grandi tornei. «Io in semifinale agli US Open? Il sogno di una vita», aveva rivelato Roberta Vinci a fine match. «Una grande soddisfazione, considerando anche la mia età. Un premio al lavoro, alla forza e alla voglia di allenarsi quando le cose non vanno per il verso giusto». Il merito degli eccellenti risultati della tarantina vanno a coach Francesco Cinà, palermitano e convincente a tal punto da convincerla a trasferirsi nella terra siciliana. Adesso, però, occorre trovare delle contromosse contro la più incontrastabile delle sorelle Williams: «E' la più forte, la super favorita. Se serve bene non c'è n'è per nessuna. Dovrò essere aggressiva e sperare in qualche suo errore...».

Compito meno proibitivo, invece, per Flavia Pennetta. La tennista di Brindisi, che ha sconfitto ai quarti la numero 4 del mondo Petra Kvitova (due successi a Wimbledon), ha eguagliato il miglior risultato della carriera in un torneo dello Slam. Infatti la fidanzata di Fabio Fognini aveva già raggiunto a New York la semifinale due anni or sono: allora Flavia fu eliminata dall'ex numero uno del mondo Viktoria Azarenka, rivale che potrebbe incrociare al prossimo turno in caso di vittoria nei confronti di Simona Halep. Il quarto di finale con la Kvitova, comunque, ha prosciugato parecchie energie fisiche (la vittoria è arrivata in rimonta e soltanto al terzo set, 4-6, 6-4, 6-2 il punteggio). «Un match lungo più di due ore - ha raccontato la brindisina-. Ho gestito al meglio le chance e alla fine ero più lucida. Lei nel finale dell'incontro era molto stanca». La prima frazione dell'incontro ha visto Flavia perdere più volte il servizio, soprattutto nel decimo gioco dove la tennista pugliese, sopra 40-0, ha concesso cinque punti consecutivi e ha perso il primo set. La reazione nel secondo parziale, però, non è mancata: indietro 1-3 l'azzurra ha recuperato il break di svantaggio fino a scavalcare la Kvitova, in palese difficoltà, e agguantare il secondo set. Il resto del match è stato in discesa e si è concluso con l'epilogo dolce in favore della Pennetta, ancora una volta abilissima in questo torneo nel reagire all'avvio in sordina.

Oggi, intanto, scopriremo se la Vinci (diretta ore 17 su Eurosport) riuscirà a resistere al vigore di una scatenata Serena Williams alla ricerca della definitiva consacrazione. Non sarà facile, ma comunque Flavia e Roberta sono già entrate nella storia.