La Roma si allena con un povero Palermo e piomba sulla Juve

Salah apre, El Shaarawy chiude e Posavec dà una mano. I giallorossi in zona scudetto

Roma Se la Roma gioca in campionato, la legge dell'Olimpico torna a essere implacabile. La truppa di Spalletti cala il pokerissimo in casa (in sequenza ha battuto Udinese, Sampdoria, Crotone, Inter e ieri sera il Palermo, segnando in totale 17 gol) e si affianca come da pronostico al Milan nel vagoncino che prova a fermare la locomotiva Juventus e di conseguenza a riaprire il torneo. Il grimaldello per aprire la saracinesca siciliana è un'azione in velocità conclusa da Salah dopo mezz'ora, la punizione di Paredes con gentile collaborazione del portiere Posavec, il tocco di Dzeko (ottavo gol in campionato, già eguagliato il suo rendimento della passata stagione) e la cavalcata vincente di El Shaarawy completano l'opera. E stavolta, a differenza di quanto accaduto giovedì scorso quando Totti e compagni si erano adagiati a dieci minuti dalla fine, la Roma gestisce il vantaggio senza grandi affanni. Regalando comunque una rete agli avversari (ieri quella di Quaison).

I giallorossi mettono da parte le inquietudini europee e timbrano la terza vittoria consecutiva (stesso cammino del Milan). Archiviare la pratica Palermo appare più facile del previsto: il punteggio non assume contorni di goleada come era accaduto dieci mesi fa, quando i siciliani incassarono cinque reti e la Roma si permise addirittura di lasciare fuori squadra Totti per le sue improvvide dichiarazioni alla Rai a proposito del "poco rispetto" ricevuto dal club, ma poco ci manca. Superare la metà campo per la truppa di De Zerbi è evento raro e i palloni che arrivano dalle parti di Nestorovski, l'attaccante macedone incubo degli azzurri nell'ultima sfida, si contano sulle dita di una mano.

Sul piano del gioco e del possesso palla, la Roma surclassa il Palermo che cerca di tenere gli avversari il più possibile a ridosso della lunetta dell'area di rigore. Il problema però, almeno nel primo tempo, è sempre il solito: mantenere viva una gara dominata in lungo e in largo per l'incapacità di chiudere il risultato e magari soffrire per qualche errore difensivo che fa rischiare il patatrac. Se Nainggolan continua nel suo periodo di scarsa condizione fisica (e comunque non si risparmia, meritando almeno la sufficienza) il lavoro dei giocatori offensivi è enorme e soprattutto tutti riescono ad andare a segno: dal Dzeko bomber del campionato bravo anche nel ruolo di assist man al Salah che timbra il suo quinto gol in campionato (sesto stagionale con quello all'Astra Giurgiu) fino all'El Shaarawy che sta cercando di sfruttare al meglio le occasioni e dà seguito alla doppietta con l'Austria Vienna. Il Palermo affonda raramente e quando lo fa è sempre per una sbavatura difensiva giallorossa (vedi il pasticcio di Juan Jesus che regala una punizione a Diamanti, fortunatamente innocua per la Roma, e che costa all'ex Inter la sostituzione con Florenzi a inizio ripresa). Troppo poco per poter impensierire i giallorossi, in costante controllo del match senza nemmeno dover alzare più di tanto il ritmo. E nemmeno quando il nuovo entrato Quaison buca Szczesny, c'è la sensazione che la Roma possa farsi sfuggire la gara. La serata è segnata per i siciliani, che continuano a navigare nelle acque torbide della bassa classifica. La truppa di Spalletti si rimette subito in marcia.

L'unico bocciato della serata risulta così essere il Juan Jesus ancora oggetto indefinito di questo gruppo. Un giocatore capace di prestazioni eccellenti (vedi l'ottima prova in marcatura su Callejon a Napoli) ma anche di altre, le più numerose, decisamente insufficienti.