"Sei come Buscetta", "Infame": minacce social all'ultrà pentito

Luca Da Ros, uno degli ultras interisti arrestati dopo l'aggressione ai tifosi napoletani prima della partita tra Inter e Napoli, ha ricevuto decine di minacce su Facebook per avere parlato con gli inquirenti. "Infame, spione, sei come Buscetta"

Fino alla settimana scorsa Luca Da Ros non lo conosceva nessuno. Al massimo, per gli appassionati di basket, era il fratello del giocatore del Treviso basket Matteo. Per gli studenti di Sociologia dell'Università Cattolica di Milano, invece, era un compagno di studi come tanti. Ma oggi, dopo essere stato arrestato insieme ad altri due ultras nerazzurri per i tafferugli che prima di Inter-Napoli portarono alla morte del tifoso interista Daniele Belardinelli, è sulla bocca di tutti. Ancora di più dopo avere fatto nomi e cognomi agli inquirenti che indagano sulla vicenda. Grazie alle sue rivelazioni, è stato arrestato oggi il capo ultrà Marco Piovella.

Agli occhi degli ultras di tutta Italia, Luca Da Ros è un "infame", un "Buscetta", uno "spione". Sono solo alcune delle decine di messaggi di minacce arrivategli in questi giorni sui social, in particolare su Facebook. A riportarlo è il Corriere della Sera. La colpa di Da Ros, appena 21 anni, è di avere riferito agli investigatori i nomi di chi ha partecipato e organizzato all'assalto ai tifosi del Napoli. Una colpa imperdonabile per un ambiente come quello ultras, dove il vincolo più grande che lega chi ne fa parte è l'omertà. Un "patto di sangue" violato da Da Ros, il cui arresto - insieme a quello di altri due tifosi, Francesco Baj e Simone Tira - è stato convalidato dal gip. Una misura auspicata forse dallo stesso Da Ros, che rischia una rappresaglia da parte dei compagni di tifo.

Intanto, della morte di Belardinelli ha parlato il capo ultrà Piovella. "Ricordo di aver visto, sulla via Novara all'altezza di Via Fratelli Zoia o qualche metro più avanti rispetto al senso di marcia, Daniele Belardinelli steso a terra, non so se perché scivolato o caduto accidentalmente. Negli stessi istanti ho visto un'autovettura, a bassissima velocità o addirittura quasi ferma, passare sopra il corpo di Daniele, con le ruote anteriore e posteriore destra. Ho avuto anche la sensazione che le ruote slittassero nella circostanza. Non ricordo poi se l'autovettura si allontana immediatamente, lentamente o velocemente. In merito all'autovettura ricordo che era una macchina scura, di dimensioni che mi sono parse normali, ma su questi dettagli non ho certezze perchè la mia attenzione era su Daniele", ha raccontato Piovella al gip. Probabile dunque che Belardinelli sia stato investito da un'altra vettura.