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Nazionale

Preparavano e testavano molotov, presi quattro baby antagonisti

Hanno tra i 18 e i 21 anni i quattro antagonisti indagati dalla procura di Pesaro e Urbino: tra il materiale sequestrato anche documenti che spiegano l’uso e la costruzione di manufatti esplosivi

Baby antagonisti

Blitz dei Carabinieri alle prime luci dell’alba per eseguire un decreto di perquisizione e sequestro della procura di Pesaro e Urbino nei confronti di quattro soggetti, tutti maggiorenni tra 18 e 21 anni, residenti tra le province di Pesaro, Rimini e Bologna. Hanno tutti legami con l’area antagonista locale e grazie al monitoraggio sul territorio e sul web i militari hanno intercettato un’attività illecita del gruppo, che fabbricava e testava bottiglie molotov in un capannone industriale in disuso nei pressi di Pesaro.

Così provavano le bottiglie incendiarie a Pesaro

Gli eventi risalgono allo scorso febbraio e durante i “test” sono stati causati plurimi eventi di combustione e deflagrazione. Ora le indagini sono in corso e uno dei punti principali che gli investigatori dovranno risolvere è il fine di quelle esplosioni di prova, per accertare se si trattava di una sorta di iniziazione per accreditarsi tra le file della militanza più violenta dell’antagonismo o se fossero delle prove per un’azione che si sarebbe compiuta in futuro, nell’ambito di una strategia più ampia.

I militari hanno sequestrato i device elettronici riconducibili agli indagati, sui quali verranno effettuate analisi forensi per verificare eventuali contatti sospetti. Durante le perquisizioni è stato però rinvenuto del materiale cartaceo con le indicazioni, tra le altre cose, dei procedimenti per la realizzazione di e l’utilizzo di manufatti esplosivi. L’area antagonista italiana e, in particolare, quella adriatica ed emiliana è molto attiva, in primavera ci sono state alcune manifestazioni che sono strabordate ma non ci sono al momento prove del legame degli indagati.

Si rileva comunque un aumento della tensione dalle parti dei gruppi dell’estrema sinistra militante, che scendono in piazza sempre più agguerriti e rabbiosi contro le forze dell’ordine e lo Stato. È un’escalation costante che si alimenta con l’odio per un governo di centrodestra che resiste e che vede i grandi burattinai sobillare le nuove leve nelle scuole superiori e nelle università. Un copione già visto negli anni in questo Paese, dove la manovalanza fresca diventa la carne da macello di chi ha come obiettivo finale la destabilizzazione e la distruzione dell’ordine costituito.