L’inchiesta della Dda di Roma sull’attentato contro Sigfrido Ranucci registra un decisivo passo in avanti: gli inquirenti hanno ascoltato oggi, in qualità di testimone, l’imprenditore romano Daniele Pulcini. Si tratta di uno snodo cruciale per l’inchiesta che ora punta ai rapporti non solo di amicizia tra Valter Lavitola, mandante reo confesso dell’attentato, e Sigfrido Ranucci, vittima della bomba piazzata sotto casa sua il 16 ottobre 2025. Il ruolo di Pulcini, ascoltato dal pubblico ministero Edoardo De Santis, è un tassello decisivo per ricostruire il legame tra Ranucci e Lavitola.
Per capire il senso dell’audizione, bisogna fare un passo indietro al marzo del 2024. Valter Lavitola vuole rilevare l’immobile del Bistrot in viale Quattro Venti a Roma. La proprietaria delle mura si rifiuta. Lavitola si rivolge a Daniele e Antonio Pulcini, famosi imprenditori romani affinché convincessero la donna a cedere l’immobile. Per far leva sui Pulcini, Lavitola chiede aiuto al suo amico Ranucci, che accetta e partecipa a una cena il 27 marzo 2024. Al termine della quale l’accordo è chiuso. Tant’è che l’indomani, il 28 marzo 2024, l’imprenditore invia una mail a Lavitola con le condizioni economiche raggiunte nel corso della cena alla quale erano presenti Lavitola, Pulcini, Ranucci e un loro conoscente di nome di Francesco.
Il Giornale è in grado di aggiungere un racconto esclusivo di quella cena. Natalia Potenza, ex compagna del faccendiere, in sede di deposizione al pm, ha ricordato quell’appuntamento, facendo riferimento al ruolo svolto da Ranucci nel convincere l’imprenditore per l’operazione. Con quali argomenti? Report ha incrociato durante le proprie inchieste il nome di Pulcini quando si è occupato di Banca Progetto. Ed è proprio una puntata su questo tema che sarebbe stata messa in stand by da Sigfrido, per motivi tutt’ora sconosciuti.
Ma è il racconto che Natalia che Il Giornale può rivelare che diventa di grande valore investigativo: “Ricordo che quando Valter rientro a casa dopo la cena con Ranucci e Puccini ammise: ‘Sono preoccupato abbiamo usato metodi duri contro Puccini però penso che si è convinto’”. A cosa faceva riferimento? Serviva un’arma per favorire la vendita dell’immobile dove Natalia e Valter svolgevano l’attività di ristorazione? In effetti, la cena era andata benissimo per l’affare immobiliare di Lavitola. Il giorno dopo il 28 marzo 2024 arriva la mail che conferma l’accordo.
Una mail che il Giornale è in grado di rivelare: 430mila euro per acquistare l’immobile. Da pagare 90mila con contanti, 40mila subentrando al mutuo della vecchia proprietaria con rate da 1700 euro al mese, subentro in pignoramenti e altre pendenze. La trattativa poi si bloccherà. Ora il pm vorrà capire il ruolo di Ranucci nell’operazione. Perché si è prestato a fare da mediatore a un affare immobiliare di Lavitola? Con quali argomenti ha convinto Puccini? A conferma dell’intervento c’è un messaggio di Lavitola inviato l’indomani all’amico Ranucci nel quale lo ringrazia per l’intervento. Storia che mette Ranucci in una posizione delicata.
