Torres per Cerci l'affare si farà nonostante Mancini

L'Atletico mette alle strette l'azzurro che stava "flirtando" con i cugini Scambio col Milan fino a giugno 2016

Fernando Torres è già virtualmente a Madrid, pronto per tornare a casa, all'Atletico che lo ha calcisticamente formato e poi lanciato. Alessio Cerci è invece ancora fermo in Spagna, in attesa di ritornare nel calcio italiano: il Milan ha concluso la complessa trattativa con i Colchoneros ma aspetta la firma dell'attaccante per l'annuncio del trasferimento ostacolato da qualche telefonata (dell'Inter, Mancini e il dg Fassone) e dalla indisponibilità di Galliani a versare le commissioni al procuratore Sergio Berti. Il primo, autentico affare del calciomercato 2015, risultato di una perfetta triangolazione tra Milan e Atletico Madrid, è perciò finito su un binario morto per qualche ora. Prima dell'intervento, brusco e risolutivo, dei dirigenti spagnoli che hanno posto Cerci dinanzi a un bivio: «o accetti il Milan oppure resterai a Madrid» la sostanza del messaggio. Non solo: ma i dirigenti del club spagnolo hanno fatto sapere che nel caso di affare saltato, partirà la segnalazione alla Fifa per denunciare i contatti tra Inter e Cerci, senza l'autorizzazione dell'Atletico. L'ultimatum ha prodotto un cambiamento di rotta dell'interessato: Cerci ha cominciato ad ammorbidire la propria posizione irrigidita non solo dalle promesse interiste («qui all'Inter avrai un posto da titolare fisso» la promessa di Mancini) ma anche dalla delusione patita durante l'estate scorsa dai rossoneri. Dopo una serie di contatti (con Inzaghi e Galliani) era convinto di finire dal Torino a Milanello ma poi fu costretto a partire per Madrid: troppo alto il costo del cartellino preteso dal presidente Cairo (15 milioni di euro).

Il doppio scambio Torres-Cerci (concluso grazie ai rapporti eccellenti tra la famiglia Gil e Adriano Galliani) è avvitato sui seguenti dettagli operativi: 1) il prestito è valido diciotto mesi e scadrà quindi nel giugno del 2016; 2) il Milan e l'Atletico continueranno a pagare i rispettivi stipendi dei due attaccanti, lo spagnolo riceverà il cedolino da Milano e l'italiano da Madrid. Evidente il motivo: El Niño guadagna 4 milioni netti a stagione, Cerci invece 2,2 milioni di euro; 3) nel caso in cui a giugno prossimo, l'Atletico dovesse ricevere e accettare la proposta di cessione definitiva per Cerci, il Milan non potrà opporsi e Torres dovrà fare ritorno a Milanello. Toccherà al manager dello spagnolo rinegoziare il futuro del suo assistito che deve ricevere anche l'approvazione del Chelsea. A causa del rallentamento in atto, sono rimasti congelati alcuni aspetti operativi già messi a punto: e cioè la mancata partenza di Torres per Dubai, questa mattina da Malpensa, e l'arrivo dalle Maldive di Cerci per salire invece sul volo Emirates che trasferirà questa mattina a Doha tutto il Milan (a eccezione di Inzaghi già a destinazione per mettere a punto la settimana di allenamenti e i dettagli dell'amichevole con il Real Madrid).

Cerci è un vecchio “pallino“ di Inzaghi, deciso ad avvitare il suo 4-3-3 con due attaccanti esterni di piede opposto, e cioè il destro El Shaarawy a sinistra e il mancino Cerci a destra. La partenza di Honda per la coppa d'Asia ha riaperto la caccia a Cerci, nel frattempo rimasto ai margini dei Colchoneros: con Simeone scarso feeling, rare le sue apparizioni tra Champions e liga. Stesso malinconico destino per Fernando Torres, 1 solo gol in campionato e qualche occasione mancata. Appena Galliani riscuoterà la firma di Cerci, potrà dedicarsi alla seconda operazione, quella del centrocampista Illarramendi, del Real Madrid. Decisivo l'incontro tra le due delegazioni a Dubai.