Un attacco informatico può avere conseguenze che vanno ben oltre il furto di dati, come abbiamo visto nelle tante truffe orchestrate dai cybercriminali. C’è purtroppo un’altra realtà, altrettanto pericolosa e dannosa. A dimostrarlo è la nuova offensiva hacker contro i supermercati europei, arrivata anche in Italia. I malviventi sono capaci di compromettere a distanza gli impianti di refrigerazione, provocando la perdita di intere scorte alimentari e danni economici alle attività coinvolte.
Nel nostro Paese ad essere stati colpiti alcuni supermercati in Sicilia, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Sardegna. Numeri che fanno preoccupare e mantenere alto il livello di allerta. Mentre le forze dell’ordine, italiane ed estere, si trovano al lavoro con le indagini, è quanto mai fondamentale tenersi pronti. Ad oggi nessuno ha rivendicato gli attacchi e non sappiamo quando gli hacker potrebbero tornare a colpire.
I limiti della tecnologia
Molti hanno purtroppo scoperto a loro spese quali possono essere le vulnerabilità della tecnologia. Oggi, grazie al progresso, frigoriferi, celle di conservazione e macchinari produttivi sono gestiti attraverso sistemi tecnologici che rendono il lavoro più rapido e agevole, ma possono trasformarsi in un pericoloso punto d’accesso per i cybercriminali, se non adeguatamente protetti.
Il CSIRT Italia ha individuato alcune delle principali vulnerabilità scovate e utilizzate dai malviventi: software non aggiornati, sistemi di controllo accessibili da Internet e procedure di autenticazione insufficienti.
Cosa succede in caso di danni
Le prime conseguenze economiche di un attacco informatico ricadono generalmente sull’azienda, chiamata a far fronte alla perdita delle merci, all’interruzione delle attività, ai mancati incassi e alle spese necessarie per le riparazioni. Si parla di costi elevatissimi, che possono arrivare anche a 50mila euro (caso del supermercato Intermarché di Haguenau) se non addirittura a 220mila euro (supermercato E.Leclerc di Wasselonne).
Chiaramente pensare di potersi rivalere sull’autore/autori dei danni è impossibile, considerato soprattutto che non si conosce l’identità di chi è dietro a questi attacchi. Eventuali richieste di richieste di risarcimento possono essere presentate ai fornitori/manutentori dei sistemi, ma devono esserci delle effettive responsabilità e/o violazioni, altrimenti la domanda tornerà al mittente.
L’importanza delle polizze
Considerata la situazione, un valido aiuto può essere trovato nelle polizze cyber. I costi sono molto variabili, perciò è importante ragionare sulle soluzioni. Le assicurazioni permettono all’azienda di trasferire parte del rischio sulla compagnia, ma il rimborso dipende dalle condizioni previste dal contratto. Esistono diverse forme di tutela a seconda dei danni e delle spese legali. Poche quelle che coprono le richieste di riscatto, ad esempio. Molte, invece, quelle che coprono il supporto tecnico per contrastare l’attacco informatico, la rimozione del malware, il recupero dei dati sottratti/persi e il ripristino.
Sono da preferire quelle polizze che garantiscono copertura per la merce danneggiata, i danni agli impianti e l’arresto della produzione.
Il costo della polizza assicurativa viene spesso calcolato in base al fatturato annuo dell’impresa.
