Una protesta non-stop, è questo ciò che hanno in mente i membri del Movimento 17 ottobre. I cortei e le manifestazioni saranno permanenti, le piazze italiane verranno stabilmente occupate. Attraverso i propri canali social, il movimento ha annunciato una lunga mobilitazione che prenderà il via ogni sabato alle ore 15.00 “fino alla caduta di questo governo ladro”.
E non finisce qui. Dal momento che gli organizzatori prevedono altri scontri con le forze dell’ordine, ecco arrivare anche il manuale anti-manganellate. Una sorta di vademecum per contrastare e gestire gli uomini in divisa. Il documento, intitolato “Safer in the street”, viene presentato come una “guida tascabile alle manifestazioni di piazza per principianti”, ricca di “consigli pratici e informazioni utili su repressione e reazione collettiva”.
Il manuale
Il file, che gli attivisti sono stati invitati a stampare e a distribuire direttamente sul posto in forma cartacea, affronta in modo meticoloso ogni fase della protesta, a partire dalle dinamiche relative alla documentazione visiva dei cortei. Se da un lato si riconosce che immagini e riprese video risultano fondamentali per ricostruire lo svolgimento dei fatti o per tutelare gli attivisti in sede processuale, dall’altro si evidenzia il pericolo che i file multimediali si trasformino in strumenti di identificazione. La guida responsabilizza l’autore del materiale, esortandolo a non inquadrare chi non desidera essere ripreso e a valutare accuratamente i contenuti da pubblicare.
Le istruzioni coprono anche le fasi preliminari, avvertendo i partecipanti della possibilità di imbattersi in perquisizioni, identificazioni e controlli mirati nelle vie d’accesso, nei pressi dei caselli autostradali o nelle stazioni ferroviarie. In questi scenari, si raccomanda l’assoluta necessità di avere sempre con sé un documento di identità valido e vengono riassunti i diritti fondamentali spettanti ai cittadini in caso di accertamenti.
Si passa poi a spiegare l’azione di lacrimogeni, spray urticanti, idranti e cariche, spiegandone le reazioni fisiche per “disinnescare gran parte del loro potere repressivo” tramite la conoscenza degli effetti. Si invita poi i partecipanti a “non scappare disordinatamente”. Viene consigliato l’uso di elmetti da cantiere o protezioni da motociclismo e skateboard per difendersi dai manganelli, pur precisando che tali dispositivi potrebbero limitare l’agilità e i movimenti.
La parola d’ordine per una “reazione collettiva” è solidarietà reciproca: si esorta a mantenere la calma, a evitare fughe disordinate per scongiurare calche e panico, e a prestare immediato soccorso a chi manifesta difficoltà respiratorie, cade o subisce un fermo. Si raccomanda inoltre di dare ascolto a chi ha più esperienza nelle mobilitazioni di piazza.
In caso di fermo, “cerca di mostrarti tranquill*”, si legge nella guida, con tanto di consiglio ad avvalersi della facoltà di non rispondere.
La protesta continua
Questo fine settimana non è bastato. Si prepara una mobilitazione a oltranza. Gli appuntamenti settimanali sono stati già fissati nei punti nevralgici delle principali città italiane, da piazza del Duomo a Milano a piazza Nettuno a Bologna, passando per il Circo Massimo di Roma, fino ad arrivare a piazza Mazzini a Padova, piazza De Ferrari a Genova, piazza Santa Maria Novella a Firenze e piazza Umberto I a Bari.
