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Attualità

L’ora legale tutto l’anno, l’Italia fa da traino: quali sono le novità

I risparmi sarebbero enormi in termini energetici ma rimangono due ostacoli: le regole dell’Ue e la problematica legata al sorgere del sole molto in “ritardo” specialmente al Nord

Il Marocco non sposta le lancette per l'ora legale ma gli smartphone si: è caos

Una tematica quanto mai attuale e non soltanto perché nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre sposteremo le lancette indietro di un’ora (ora solare). Il dibattito sul mantenere tutto l’anno lo stesso orario, ovvero l’ora legale, “riparte” dal nostro Paese visto che alla Camera è stata presentata una risoluzione con data 15 ottobre, come racconta il Corriere, con la quale si chiederà a Bruxelles di riprendere in mano la riforma ormai bloccata da sette anni.

Un percorso iniziato mesi fa

Il percorso intrapreso dall’Italia non comincia certo oggi: già sono state raccolte 360 mila firme online sulla spinta del deputato della Lega, Andrea Barabotti, ma anche della Sima (Società italiana di Medicina Ambientale) e di Consumerismo No Profit. Nello scorso mese di marzo la Commissione ha dato l’ok all’indagine per l’ora legale permanente, in pratica quella che vige da marzo a ottobre e che cambierà tra una decina di giorni. Il documento finale è stato approvato lo scorso 1°ottobre. Barabotti, adesso, chiederà alla Commissione una risoluzione in modo tale da ottenere un consenso trasversale tra i vari gruppi politici e creare le basi affinché il nostro governo sostenga nell’Ue l’ora legale tutto l’anno.

I pro dell’ora legale permanente

Terna, il gestore della rete di trasmissione dell’energia elettrica ad alta e altissima tensione in Italia che rappresenta il primo operatore indipendente di rete in Europa, ha già fatto un’analisi sui risparmi da marzo a ottobre: si parla di poco più di 300 milioni di kilowattora ai quali se ne aggiungerebbero altri 160 milioni per un totale annuo pari a circa 462 milioni di kilowattora.

I dati sui risparmi sono evidenti prendendo in esame il ventennio 2004-2025: in Italia si sono risparmiati circa 2,3 miliardi di euro per un totale di oltre 12 miliardi di kilowattora. Insomma, un vantaggio energetico non da poco se consideriamo che la durata del giorno si allungherebbe anche al tardo pomeriggio consentendo attività maggiori all’aria aperta e un minor consumo interno di elettricità.

Quali sono i contro

La coperta, però, è un po’ corta: se da un lato i vantaggi sono quelli appena elencati, i contro riguardano il sorgere del sole soprattutto sulle località del Nord Italia. Scuole e uffici sarebbero ancora al buio alle 9 del mattino, un elemento non da poco che non va trascurato specialmente per l’impatto con la salute e le inevitabili ripercussioni per studenti e lavoratori. È tutto qui il nocciolo della questione che tocca anche il mondo scientifico che si interroga: alcuni specialisti della medicina propendono per l’ora solare tutto l’anno per favorire “l’orologio biologico” dell’essere umano.

Il problema dell’Ue

Come accennato, già nel 2018 l’Ue si era mossa per una consultazione che ottenne un plebiscito: quasi l’85% si era detto favorevole a mantenere sempre lo stesso orario. Sì, ma quale? All’epoca non si trovò nessuna intesa, da qui l’immobilismo totale sull’argomento. Ecco perché la proposta italiana cerca di andare al di là delle divergenze cercando una soluzione coordinata e ricordando che l’anno scorso, la presidenza polacca del Consiglio Ue ha proposto di sperimentare, per due anni, l’ora legale in tutta Europa. Anche in questo caso, nessun accordo.

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