Ha raccolto gran parte del suo successo trasformando capi semplici e funzionali in un affare globale. Il marchio giapponese Uniqlo continua a crescere, conquista nuovi clienti in Occidente e ridisegna gli equilibri del mercato dell’abbigliamento. A guidare l’espansione è Fast Retailing, il gruppo proprietario di Uniqlo fondato da Tadashi Yanai, che punta ora a insidiare i grandi rivali internazionali.
Il boom di Uniqlo
I numeri lasciano poco spazio all’immaginazione. Fast Retailing ha chiuso l’esercizio fiscale terminato ad agosto 2026 con ricavi pari a 3.963 miliardi di yen, circa 25 miliardi di dollari, in crescita del 16,6%. L’utile operativo ha raggiunto 743,1 miliardi di yen, segnando un aumento del 32% e il quinto record annuale consecutivo.
Secondo Nikkei Asia, il gruppo punta ora a rafforzare la propria presenza nel Sud Est Asiatico, dopo aver trasformato Europa e Nord America in due dei principali motori della crescita. Per il prossimo esercizio la società prevede ricavi per 4.450 miliardi di yen.
Affari a gonfie vele
Scendendo nei dettagli le vendite congiunte di Europa e Nord America hanno superato quelle in Cina: 877,5 miliardi di yen contro 724 miliardi. In Nord America i ricavi di Uniqlo sono aumentati del 34,6%, mentre in Europa hanno registrato un balzo del 38,7%.
Ebbene, la diversificazione internazionale ha aiutato il gruppo a compensare le difficoltà del mercato cinese, frenato dai consumi deboli e dalla crescente concorrenza dei marchi locali. Last but not least, la strategia di Uniqlo passa anche dai grandi negozi nelle principali città, capaci di attirare nuovi clienti e dare maggiore visibilità al marchio.
La filosofia del gruppo giapponese
Dietro il successo c’è anche una precisa filosofia commerciale. Uniqlo punta sul concetto di LifeWear, cioè abiti quotidiani, essenziali e durevoli, con un’attenzione particolare alla funzionalità dei materiali. In altre parole, prodotti come i pile, i pantaloni elasticizzati e i capi con protezione dai raggi ultravioletti convivono con modelli che seguono le tendenze, dalle silhouette più ampie alle felpe.
Il risultato? Un’offerta che cerca di combinare praticità, design e prezzi accessibili. Nell’esercizio appena concluso, anche il mercato giapponese ha registrato risultati record: i ricavi sono saliti del 5,7%, superando 1.084 miliardi di yen, mentre le vendite a parità di negozi sono cresciute del 5,1%.
I prossimi traguardi
La prossima sfida è continuare a crescere senza perdere redditività. Fast Retailing punta a raggiungere 10.000 miliardi di yen di ricavi annui, rispetto ai quasi 4.000 miliardi dell’ultimo esercizio, aumentando il fatturato di circa 500 miliardi ogni anno.
Il Sud Est Asiatico, grazie alla popolazione giovane e all’espansione della classe media, rappresenta una delle scommesse principali. Per il 2027 il gruppo prevede inoltre un utile operativo di 830 miliardi di yen. La partita resta apertissima con Inditex, proprietaria di Zara, e H&M, e non solo.
