La Juventus riparte da Lecce con i tre punti che voleva e lo fa ringraziando due giocatori che, in tempi diversi, avrebbe lasciato partire senza troppe remore: il primo gol è stato infatti segnato da McKennie, diventato imprescindibile con Spalletti fin dall’anno scorso, il secondo addirittura da Douglas Luiz. Uno che anche nell’ultima estate era finito sul taccuino dei partenti e che invece l’ex ct ha voluto trattenere: il caso l’infortunio a Locatelli ha voluto che le sensazioni positive sul suo conto potessero poi trovare applicazione sul campo anche in maniera più continua rispetto a quanto immaginato. Risultato: il brasiliano è diventato lui pure inamovibile e, con tutti i suoi limiti, sta facendo il suo: la rete segnata ieri è stata la prima da quando veste il bianconero e magari non sarà nemmeno l’ultima, così come ci sono da attendersi altri exploit realizzativi da parte di McKennie, uno che vede la porta come un attaccante senza dimenticarsi di faticare e sgobbare in mezzo al campo.
Intendiamoci: non è stata una Signora da fuochi d’artificio ma, visti i tempi, conta la sostanza. E se la difesa del Lecce si è fatta gabbare dalla punizione dello stesso brasiliano che ha portato al gol dello statunitense, peggio per lei: non è la prima volta che una squadra di Di Francesco subisce gol dalla Juve a gioco fermo, il che depone a favore dei bianconeri. I quali, schierati con Woltemade al fianco di Kolo Muani e un centrocampo a cinque, non hanno tenuto ritmi altissimi ma hanno gestito la gara senza troppi patimenti: troppo povera la tecnica dei giallorossi per mettere in crisi la difesa ospite, troppo basso il ritmo per poter impensierire davvero Vicario anche solo con qualche mischia. La Juve ha così vissuto una ripresa tranquilla, a parte la zuffa finale che portato al rosso di Gaspar. Per il calcio spettacolo ci sarà (forse, a essere benevoli) tempo più avanti: per adesso, conta non perdere contatto con le posizioni di vertice della classifica e crescere in autostima.
