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Cronaca giudiziaria

“Narcisista patologico, lucido e manipolatore”. Kaufmann condannato all’ergastolo per il duplice femminicidio di Villa Pamphili

La Corte d’Assise di Roma ha inflitto all’americano anche tre anni di isolamento diurno. Il pm lo aveva definito “narcisista patologico, lucido e manipolatore”. Respinta la richiesta della difesa di una nuova perizia psichiatrica

Kaufmann
Francis Ford Kaufmann, accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili durante la prima udienza del processo davanti alla Prima Corte d'Assise di Roma, 2 febbraio 2026. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Francis Kaufmann è stato condannato all’ergastolo, con tre anni di isolamento diurno, per il duplice femminicidio di Villa Pamphili. La prima Corte d’Assise di Roma ha riconosciuto l’uomo colpevole dell’uccisione della compagna Anastasia Trofimova e della loro figlia Andromeda, di appena undici mesi, i cui corpi furono ritrovati il 7 giugno 2025 nel grande parco della Capitale. La sentenza di primo grado è arrivata nel pomeriggio di giovedì 5 novembre, al termine di un processo nel quale si sono confrontate la ricostruzione dell’accusa e la linea difensiva dell’imputato, cittadino statunitense che utilizzava anche lo pseudonimo di Rexal Ford.

Il pm: “Un narcisista patologico, lucido e manipolatore”

Durante la requisitoria del 26 ottobre, il pubblico ministero Antonio Verdi aveva descritto Kaufmann come un uomo “freddo, lucido, manipolatore, narcisista patologico”, escludendo che fosse incapace di intendere e di volere. Il magistrato lo aveva definito anche “un impostore”, sottolineando la sua capacità di costruire una falsa identità e di condizionare le persone con cui entrava in contatto. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’uomo avrebbe ucciso prima Anastasia e, alcuni giorni più tardi, la figlia. Nel corso della requisitoria il pm aveva richiamato anche i controlli effettuati dalle forze dell’ordine nei giorni precedenti al ritrovamento dei corpi. Il 5 giugno 2025 Kaufmann era stato fermato mentre si trovava in strada, visibilmente ubriaco, con la bambina. La compagna era già morta. “Gli agenti non hanno fatto bene il loro mestiere, se avessero fatto quello che andava fatto forse la bimba sarebbe ancora viva. Si sono fatti incartare da Kaufmann”, aveva affermato Verdi, criticando l’operato degli agenti.

Le perizie psichiatriche

Le condizioni mentali dell’imputato sono state uno dei temi centrali del processo. Il dibattimento era stato sospeso per consentire una perizia psichiatrica, dopo che a Kaufmann era stata riconosciuta una temporanea incapacità di stare in giudizio. Si trattava di una valutazione relativa alla possibilità di partecipare consapevolmente al procedimento, distinta da quella sulla capacità di intendere e di volere al momento dei delitti. Il 16 giugno 2026, dopo un percorso farmacologico disposto dai giudici, la Corte aveva autorizzato la ripresa del processo, ritenendo le condizioni psicofisiche dell’imputato compatibili con il regime detentivo, pur indicando la necessità di proseguire il monitoraggio sanitario. Kaufmann è stato seguito in carcere dai medici del Dipartimento di Salute mentale, con visite psichiatriche e colloqui psicologici in lingua inglese. La difesa aveva successivamente chiesto un nuovo accertamento per valutare la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. L’istanza è stata respinta dalla Corte d’Assise l’8 ottobre: per i giudici non esistevano elementi oggettivi sufficienti a giustificare un’ulteriore perizia né dati a sostegno di un’incapacità mentale tale da incidere sulla sua imputabilità. Nell’arringa del 5 novembre, l’avvocato Paolo Foti ha chiesto l’assoluzione dell’imputato da entrambi i capi d’imputazione, sostenendo che il quadro probatorio non fosse sufficiente. “Non sappiamo troppe cose in questa vicenda, in questo processo manca la prova regina, non ci sono le impronte digitali di Kaufmann sui corpi di madre e figlia”, ha dichiarato il legale.

Il duplice omicidio nel parco di Villa Pamphili

La vicenda risale alla prima settimana di giugno 2025. Anastasia Trofimova, di origine russa, aveva conosciuto Kaufmann a Malta. La coppia si era poi trasferita a Roma insieme alla figlia. Dopo aver perso l’alloggio, i tre avevano cominciato a vivere in condizioni di precarietà, trascorrendo anche le notti all’interno di Villa Pamphili. Il 7 giugno i corpi della donna e della bambina furono scoperti nel parco, a circa un centinaio di metri di distanza. Anastasia era stata nascosta sotto un telo nero, mentre Andromeda venne trovata poco lontano, vicino a una siepe. Secondo la ricostruzione della Procura e gli accertamenti medico-legali, la donna sarebbe stata uccisa per prima, intorno al 2 giugno, per soffocamento. La piccola sarebbe morta tre o quattro giorni dopo, strangolata. Dopo il ritrovamento dei cadaveri, Kaufmann lasciò l’Italia. Le ricerche portarono alla sua individuazione sull’isola greca di Skiathos, dove venne arrestato il 13 giugno 2025. Successivamente fu estradato in Italia e trasferito nel carcere di Rebibbia. Durante il processo si è dichiarato innocente, contestando le accuse. La condanna pronunciata il 5 novembre rappresenta il primo verdetto giudiziario sul duplice delitto: trattandosi di una sentenza di primo grado, restano possibili i successivi gradi di giudizio.

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