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Cronaca giudiziaria

Gridano in chiesa durante la messa e urlano “Allah Akbar”. Ma per il prete è una ragazzata

Protagonisti due soggetti minorenni: non è l’unico episodio in Austria e nemmeno nel resto d’Europa

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La deriva dei comportamenti delle seconde generazioni è un problema enorme per l’Europa, non solo per l’Italia, che inizia a essere riconosciuto dagli stessi immigrati arrivati qui 10 o 15 anni fa in cerca di un futuro migliore. I “maranza” sono di norma figli di quella generazione di lavoratori, che conosce il sacrificio e che per la maggior parte a lavorare ma da una generazione all’altra qualcosa è andato storto e le seconde generazioni, per lo più nate in Europa, rimpiangono il Paese da cui i loro genitori sono scappati. Un esempio di cronaca recente è la chiesa oltraggiata in Francia con un coro che inneggiava ai terroristi islamici, o la statua di San Giuseppe distrutta nella chiesa di Saint Henri a Le Creusot. Ma anche l’insulto alla cristianità perpetrato a Vienna da un gruppo di soggetti di seconda generazione.

Nella zona occidentale della Capitale austriaca la solennità di una funzione liturgica in una chiesa cattolica è stata interrotta dalle grida provocatorie e dagli schiamazzi di un gruppo di 15enni che poi, richiamati all’ordine, sono usciti dal luogo di culti gridando “Allah Akbar”. Un gesto che il parroco, con profonda indulgenza, ha preferito catalogare come un’imprudenza legata all’età, evitando di sporgere denuncia formale. Un po’ come hanno fatto in Francia, dopo l’oltraggio alla chiesa è stato derubricato come “ragazzata”. Forse non è stato un gesto pericoloso, al momento, ma rientra in quelle provocazioni religiose che troppo spesso l’Occidente subisce, come se si fosse arreso e sottomesso a un destino inevitabile. E sebbene non abbia fatto denuncia per l’interruzione della celebrazione, il parroco ha evidenziato che la gravità del clima che si respira, rivelando come parroci di altri distretti viennesi segnalino ormai da tempo una inquietante regolarità in simili azioni di disturbo.

“Chi disturba deliberatamente una funzione religiosa e intimorisce i fedeli, come hanno fatto due giovani martedì in una chiesa viennese, supera un limite chiaro. In Austria ogni persona deve poter esercitare la propria fede liberamente e senza essere disturbata. Questo vale per ogni religione e in qualsiasi luogo. Il rispetto per i nostri valori fondamentali non è una questione di atteggiamento personale, ma una banalità che ci aspettiamo da tutti”, ha dichiarato il deputato del Consiglio Nazionale della ÖVP, Gudrun Kugler. Questo è anche il risultato di una Chiesa di Roma troppo indulgente, che ha smesso di far sentire la sua voce soprattutto nelle periferie, dove questi fenomeni sono in preoccupante aumento.

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