Sì terrà domani l’udienza di convalida del fermo di Youssef Siher, il trentenne ricercatore e giornalista e attivista Propal ritenuto l’ideatore della pagina “Movimento 17 ottobre”. In giornata arriveranno all’ufficio della giudice gli atti della procura di Milano, compresa la richiesta di convalida, e nelle prossime ore la gip Tiziana Landoni fisserà l’udienza.
Chi è Youssef Siher: dai social agli scritti sulla Resistenza, il profilo del leader del Movimento 17 ottobreProbabilmente nella richiesta di convalida del fermo, oltre al pericolo di fuga, la pm Francesca Crupi inserirà altre esigenze cautelari, come la reiterazione del reato e l’inquinamento probatorio. Siher nascosto dietro il profilo della pagina “M1710” avrebbe creato “terrore” nella popolazione, secondo la procura di Milano che lo ha fermato per istigazione a delinquere aggravato dal terrorismo parlando da un “progetto eversivo” per colpire il governo. In particolare l’azione che per gli inquirenti è indice della pericolosità di questo comportamento, che avrebbe anche creato panico e intimidazione nella popolazione, è l’ultimo post pubblicato il 23 ottobre alle 15, in cui si annullavano gli appuntamenti precedenti e si invitavano gli utenti - 6000 messaggi nella chat, oltre 9000 utenti e circa 30 mila follower della pagina Instagram - a restare fluidi in attesa delle sue indicazioni. Una sorta di auto proclamazione a leader di un eventuale nuovo movimento in grado di riunire le istanze e il caos del week end precedente sotto una chiave univoca, anti governativa.
“Impossibile sfuggire alla Digos”. I messaggi di Siher per eludere i controlli della poliziaIn tutto questo invece non ci sarebbero riscontri su alcuna responsabilità di Siher nelle proteste precedenti. Su questo punto c’è una interessante descrizione di come si sono mosse le piazze nel week end di caos del 17 e 18 ottobre a Milano. Ricostruiscono gli investigatori, che “dal punto vista del modo di muoversi in piazza, si era di fronte ad un fenomeno nuovo: i giovani partono in grandi gruppi – andando in questo caso anche a sfidare i dispositivi delle forze dell’ordine – per poi ridursi a gruppi di 20/30 ragazzi che si muovono sfruttando le piccole vie laterali del centro cittadino concentrandosi su azioni di devastazione e saccheggio”. Ancora: “Nelle azioni delittuose si polverizzano riuscendo ad agire anche in gruppi di dieci. Operano tutti travisati e con zaini, portano al seguito martelletti frangi-vetro, scalpelli, armi da taglio, sfollagente, fionde rudimentali, oggetti contundenti anche idonei allo scasso e mostrano una grande capacità nell’apprendere tecniche di guerriglia urbana”.
