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Nazionale

Chi è Youssef Siher: dai social agli scritti sulla Resistenza, il profilo del leader del Movimento 17 ottobre

Dopo il fermo, crescono i follower dei suoi account. Su Substack gli articoli contro le democrazie occidentali e le riflessioni sulla violenza, mentre nella biografia su X compare un riferimento al Corano

Youssef Siher

Ieri pomeriggio è stato sufficiente che il fermo di Youssef Siher da parte della Polizia diventasse di dominio pubblico, che a frotte ci siamo fiondati sui social media alla ricerca spasmodica di un account, di una qualsivoglia traccia, di una parvenza di identità digitale dalla quale iniziare uno scroll infinito tra post, commenti, condivisioni. Un riflesso incondizionato che ci accomuna tutti e che nasce dal desiderio e dalla necessità di trovare un appiglio, una reaction che ci consenta una conoscenza indiretta, ma al tempo stesso profonda, del nostro obiettivo, anche Youssef Siher che sul profilo LinkedIn si presenta come “un professionista della comunicazione e delle Scienze politiche con un background interdisciplinare che spazia dalla strategia dei contenuti, commercio internazionale e formazione sull’IA. Sono madrelingua arabo e italiano, e parlo fluentemente inglese e spagnolo, il che mi permette di operare con sicurezza in contesti culturali e istituzionali diversi. Sono particolarmente interessato ai ruoli all’intersezione tra IA, marketing e commercio internazionale”.

Un primo risultato di questa curiosità trasversale è l’aumento dei follower degli account social presidiati, quello di X è passato così in poche ore da 198 a 248 follower, mentre il profilo su Facebook da poco più di 800 è già arrivato questa mattina a 882 follower, mentre l’account di LinkedIn ne ha guadagnato una cinquantina passando da 766 a 805 follower. Nel censimento del presidio digitale di Siher, però, ci sono anche due account di Substack, il primo denominato Rihla, Diario, che conta attualmente 38 abbonati, 4 in più rispetto a ieri, e il secondo Scritti politici, con 381 abbonati e una crescita di 7 abbonati da ieri. Substack, vale la pena rammentare è una piattaforma online che unisce le caratteristiche di un blog, di un servizio di newsletter via email e di un social network leggero. Consente di scrivere e pubblicare articoli, podcast, video e note brevi, inviandoli direttamente alle caselle di posta degli iscritti e ospitandoli su un sito web dedicato.

Proprio leggendo alcuni degli articoli pubblicati negli ultimi due anni su questa piattaforma è possibile rintracciare pensieri e ragionamenti che possono plausibilmente anticipare una futura radicalizzazione, un salto da analista dei contesti a attivista. Tra questi, c’è un lungo post sul concetto di Resistenza, pubblicato il 25 aprile di quest’anno, in cui Siher scrive “la resistenza è un fenomeno politico totale, ovvero il momento in cui un popolo cessa di essere materia della storia altrui e diventa agente della propria… lo spettatore che oggi chiede alla resistenza di legittimarsi non è un arbitro. È un prodotto del sistema che quella resistenza combatte. La sua “neutralità” non è una posizione esterna al conflitto: è una posizione interna ad esso, funzionale alla conservazione dei rapporti di forza esistenti. Tacere davanti all’occupazione non è astenersi dalla politica: è fare politica in favore dell’occupante”.

Scorrendo gli articoli, c’è un secondo scritto, dell’agosto 2025, altrettanto significativo in cui lo stesso Youssef precisa “…le democrazie liberali occidentali…prosperano grazie ad un complesso sistema capitalistico-coloniale, di cui una parte fondamentale è la repressione - su base razziale - dell’altro. La violenza è sempre stata – e sempre sarà – insita nei rapporti tra gli esseri umani. La razzializzazione della violenza è, invece, un fenomeno prettamente europeo, nato in un contesto storico e culturale ben preciso, che si delinea solitamente nel XV secolo e che continua a perfezionarsi tuttora”. In questa immersione nell’identità digitale e social di Siher, c’è ancora un ulteriore elemento assai pregnante che in pochi hanno colto ed è il riferimento al versato del Corano, Sura 53, versetti 33-62, inserito come informazione biografico dell’account X che inizia “O Profeta, hai visto colui che si allontanò dalla Via di Allah, che diede poco e poi smise? Ha forse una conoscenza del mondo che va oltre la percezione dei sensi, e quindi vede chiaramente la Verità? “

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